martedì 5 giugno 2012

mashal-043. BaruchSchlosser al Portella Bar-Ristorante, RJ

mashal-043. BaruchSchlosser al Portella Bar-Ristorante, RJ 
by Georg Moshe Rukacs


Apparire o essere senza esser visti

Conobbi casualmente un tizio, un giovane ex-operaio figlio di un consigliere comunale del PCI di una qualche località, credo sul mare, vicina a Genova. Passato dall’estrema sinistra militante alle BR, lo usarono, o lui usò loro, per gambizzare uno, un professore di diritto a Genova. Suppongo alla fine degli anni ’80 o giù di lì. Poi, continuò a vantarsi, pur da pentito, che aveva reso storto, azzoppato, un professore di diritto. “Insegnava diritto e lo ho fatto storto”, andava dicendo ridacchiando. Gli scrisse pure, da pentito, una lettera di scusa che poi descriveva come: “Solo parole”. Parole per avere sconti di pena.

Per la precisione, non doveva essere pentito-pentito quando lo conobbi. Non so dopo, ma non deve avere avuto molto da raccontare coi tempi che correvano. Doveva, formalmente, essere un dissociato, di quelli confessano, dicono di essere contriti, scrivono qualche proclama per compiacere gli inquisitori. ‘Solo parole’, avrebbe detto lui. Neppure mi ricordo il nome. Non doveva essere un grande nome, né fu una frequentazione volontaria, bensì solo un incontro casuale.

Non che fosse molto importante fosse pentito o solo dissociato. In prigione, una piccola prigione, Imperia, faceva l’informatore regolare del maresciallo delle guardie. Non che ci fosse molto da informare. Qualcosa doveva pure inventarsi. Per cui andava, con tanto di taccuino degli appunti, a riferire quel che riusciva a raccattare e con grande sussiego. Si era creato un ruolo. Periodicamente, il padre gli mandava telegrammi urgenti: “Tuoi interlocutori solo famiglia e giudici.” Insomma, lui chiacchierava troppo e con tutti. Qualcuno, usciva. Lui lo mandava dai suoi ‘per salutarli’, suoi che tra l’altro vivevano prossimi per cui lo visitavano tutte le settimane e che, dunque, si vedevano arrivare questi personaggi inviati da lui a salutarli. Quelli non avranno saputo che raccontare, per cui... Il padre, agitato pure lui, gli mandava quegli enigmatici e inutili telegrammi. 

Ex-operaio, gambizzatore di un professore (gli sparò lui) di Genova (credo nell’università di fronte agli studenti, ma non sono sicuro), dissociato con confessione, informatore del maresciallo della prigione, padre consigliere comunale del PCI, avvocato di quelli che se la fanno cogli inquirenti, per cui... Anche l’avvocato sarà stato del PCI, dunque di fiducia del padre di lui e dei CC etc. Lui si vantava di essere un dissociato e con un grande avvocato grazie a cui aveva reso una confessione legalmente perfetta, ...diceva. Raccontava che l’avvocato, con segni celati delle mani gli diceva come rispondere e che dunque aveva reso una deposizione ad incastro perfetto ...incastro con le domande... Dunque aveva un grande avvocato del PCI, e dei CC, che succhiava fior di soldi alla famiglia. Le deposizioni sono cazzate vengono poi usate come vogliono dagli inquisitori. Figuriamoci la deposizione di uno che ‘confessa’!

Uno arriva bello elegante, cortese, convincente, ‘fermo’, ‘credibile’ con gli inquisitori, che si vende bene all’accusato, ed alla famiglia dello stesso che lo paga: sono gli ingredienti dell’avvocato di successo, alias che succhia fior di soldi speculando sulle disgrazie altrui. Uno che spara alle gambe ad uno e poi si dissocia, ad arresto avvenuto, è alla una cazzata, un rito con qualche anno dentro e poi misure alternative varie. Se hai il padre consigliere comunale del PCI, ti trova lavori a volontà, anche finti, ma dove ti pagano, come dissociato. ‘Ha fatto delle cazzate ma poi ha capito’ fa sempre grande effetto nel mondo dei minchioni. Poi, uno che va con tatto di taccuino a riferire ad un maresciallo di prigione ha di sicuro l’appoggio del maresciallo o del tenente dei CC del paese o cittadina dove vive.

Ecco, questo figuro, un ragazzone alto e forte, in apparenza, un giorno mi dice che il suo sogno era una di quelle filosofie totalizzanti, come da ordine guerriero letterario o cinematografico. Appunto, dall’estrema sinistra militante alle BR, a gambizzare un profe, poi dissociato e confidente di marescialli dei secondini. Ecco, che sogna l’ordine totalizzante dove gli dicano cosa fare. Non l’aveva già? Ah, no, in realtà sognava una di quelle cose dove rientri al paese da guerriero riconosciuto a bordo di un motorone o di un grande fuoristrada con tutti che si inchinano al tuo passaggio mentre ti esprimi e muovi secondo formulette e rituali appresi chissaddove. Una cosa da film, da operetta. Se uno la grandezza non la sa trovare in sé senza elemosinare riconoscimenti... Se uno non sa semplicemente abbracciare D-o senza intermediazioni, senza elemosinare nulla da nessuno... No, quello voleva solo apparire. Già lo faceva. Voleva di più, nel mondo dell’apparenza.      


BaruchSchlosser sociologo a Rio de Janeiro

La serie di seminari sul Terrorimo di Stato come tecnica normale di governo, del tutto innovativa, fu piuttosto contestata e contrastata, pur incontestabile nelle cose esposte da BaruchSchlosser con ottime argomentazioni storico-fattuali ben lungi da categorizzazioni impressionistiche e vane. Possiamo solo offrire degli stralci parzialissimi. BaruchSchlosser era un’autorità incontestabile anche se continuamente aggredita da ignoranti ed accidiosi.

- “Professor BaruchSchlosser, è veramente intollerabile che lei si permetta da asserire che nel nostro Brasile democratico esistano gli squadroni della morte come sotto la dittatura...”

- “‘Democrazia’, ‘dittatura’, sono solo etichette... Con una telefonata anglo-americana vi hanno dato il regime militare. Con un’altra telefonata degli stessi vi hanno ridato la ‘democrazia’. Sono tutte balle per fottervi. Vi fottevano prima, durante, ora e sempre. Militari o civili, fascisti, liberali o comunisti, vi fottono allo stesso modo, come sempre e da sempre. ...Prima, la propaganda mediatica mondiale li chiamava Squadroni delle Morte. Ora vi dicono che sono attacchi mafiosi o di altre misteriose entità. Ma sempre protetti dallo Stato, giudiziario incluso. Ora è esattamente come prima, come sempre. ...Nessuno va in giro ad ammazzare nessuno... ...a meno che non sia mandato dal governo reale. Se la vostra Presidenza Federale è il vostro governo reale, gli squadroni della morte sono sono il controllo e/o la protezione delle sezioni di Polizia Segreta della Polizia Federale e di altri servizi. ...Se invece il vostro Presidente o Presidenta non conta un cazzo ed il governo federale reale è altrove... ...Non sono meno colpevoli, se fanno i fantocci... Anche quando siano  squadroni della morte locali, di singoli Stati della Repubblica Federale, dunque di singoli governatori, o la Polizia Federale dà copertura o non la dà. Se la dà, è previamente informata e dunque il Dipartimento di Polizia Segreta (gli Squadroni della Morte) della Polizia Federale ha ordine dal Presidente o Presidenta di dare copertura ed assistenza al Terrorismo di Stato e coperto dal Segreto di Stato. ...Sono cose troppo semplici, e del tutto conformi alle regole burocratiche, perché dei geni imbevuti di teorie insulse, e di merda ideologica e spirituale, possano capirle. È davvero tutto troppo semplice perché possiate capirlo! E siete tutti troppo intelligenti per non pensare di sapere tutto ...tutto ciò di cui vi hanno imbottito e danneggiato la testa. Chi dirige gli Squadroni della Morte ha pure il potere di bloccare o deviare il giudiziario ed ha l’impunità del Segreto di Stato. Funziona così in tutto il mondo. Segreto di Stato uguale crimini di Stato uguale Squadroni della Morte che ovviamente usano nomi del tutto asettici. Tutti i corpi militari e di polizia hanno dipartimenti di Polizia Segreta coperti dal Segreto di Stato. Comunque li chiamino, sono Squadroni della Morte, strutture di Terrorismo di Stato. Non stanno li per proteggervi. Sono creati per fottervi.”

- “Professor BaruchSchlosser, non capiamo questo suo uso improprio del concetto di antisemitismo.”

- “Perché improprio? E quale sarebbe l’uso proprio? Semite in senso stretto sono le lingue, talune o varie lingue definite come semitiche. Da qui a definire semiti coloro le parlino è stata un’operazione ulteriore e contestabile. Tra l’altro, molti singoli e gruppi oggetto di antisemitismo, apparentemente in senso stretto, non parlavano lingue semitiche, bensì altre. Ad esempio, l’yiddish è una lingua germanica, non semitica. Quando poi si oda definire come antisemiti gruppi etnici o linguistici semiti ma avversi, o supposti avversi, o costruiti come avversi, ad o di altri gruppi semitici, ecco che si è al cortocircuito psicologico e linguistico. Antisemitismo è divenuto un’arma, un’arma purtroppo in mano a troppi imbroglioni. È il destino di tutte le armi, di tutte le cose. Meglio parlare un linguaggio tutti capiscano, secondo gli stereotipi ed idiosincrasie inculcate dai padroni dei media. Usiamo antisemitismo, ma con onestà! Per cui è preferibile diffondere una definizione che tenga conto di ciò che il concetto è stato fatto divenire, degli stereotipi ed idiosincrasie esso riflette, eppur scientificamente preciso. Antisemitismo è la malattia mental-caratteriale, coniugata con l’ignoranza, che affligge chi teme ed/od avversa chi gli sia stato suggerito od ordinato di temere ed/od avversare. Semplice e precisa, questa definizione parte dalla verità storica che anche l’antisemitismo in senso stretto è una fabbricazione del potere e dei poteri e che può essere facilmente diffuso solo tra pidocchi malati e corrotti. Nessuna persona più o meno sana di mente e di spirito avversa l’altro sulla base di un’induzione e generalizzando. Che poi i sani siano proprio pochi, pochini... ...Ecco, questo è un’altra questione tuttavia spiegabile con riflessi condizionati adattivi e di sopravvivenza più o meno confortevole od almeno semplificata...”

- “Professor BaruchSchlosser, è davvero arduo questo suo parallelo tra mafie ed impresa od organizzazioni...”

- “...Se un detonatore detona delle polveri, è questione di componenti necessarie non di paralleli arbitrari. Le polveri sono utili anche non detonate. Tuttavia solo col detonatore si ottiene un risultato di varia connotazione a seconda dei contesti e delle valutazioni. Prima si deve capire come mafie e terrorismi possano essere solo di Stato. Se non sono di Stato sono solo piccola delinquenza individuale facilmente liquidabili. Essi sono invece milizie parallele di Stato. In uno Stato sano, le imprese e le organizzazioni sono solo e sempre imprese ed organizzazioni. Invece, negli Stati reali, tutto è a disposizione del Moloch-Stato. ”

- “Professor BaruchSchlosser, se lei potesse fare degli esempi concreti...”

- “È l’oggetto di questi seminari... Il Terrorismo di Stato si articola in creazione ed uso di mafie e terrorismi... Ciò un tutte le possibili forme. Usiamo linguaggi per farci capire. Per cui li usiamo in modo anti-propagandistico. L’uso migliore sarebbe l’uso a-propagandistico. Purtuttavia, il mondo è quello che è. Tutti vengono, tutti veniamo, da insozzi del cervello in varie forme dato che gli umanoidi amano inzuccherare le loro azioni anche peggiori. Per cui, per evidenziare l’uso propagandistico dei linguaggi, un uso anti-propagandistico di concetti correntemente usati, ma per altri!, è cosa ottima. I padroni del mondo parlano di Squadroni della Morte e di Polizie Segrete per gli altri, sebbene loro abbiano le stesse cose e pure peggiori, talvolta molto peggiori. Una Gestapo, una Stasi, un Kgb etc non avevano i poteri terroristici di una FBI. Gli Squadroni della Morte, dove sono qualificati come tali dai padroni del mondo, non hanno le coperture di una FBI quando si dedica alle stesse attività. Nessuno si ricorda di quando, nel periodo del decesso cruento dei due Kennedy, gli Squadroni della Morte FBI-CIA-U.S.Military operavano con una certa intensità sul territorio americano e vi vendevano che erano forze oscure e misteriose? No, erano Squadroni della Morte FBI-CIA-U.S.Military con totale copertura istituzionale e di media essendo al diretto comando del blocco finanziario-industrial-militarista. Assassinavano pure Presidenti e Ministri... Eppure nessuno li qualificava come Squadroni della Morte. I media di controllavano e li controllano loro, quelli, quelli creano ed usano queste strutture...
“Usando un linguaggio asettico si potrebbe parlare di Sezioni Speciali di corpi militari e di polizia. Sezioni Speciali significa che hanno poteri speciali e coperture speciali. I poteri speciali sono i poteri di commettere crimini, su ordine e protezione istituzionale. Le coperture speciali sono i vari Segreti di Stato. Per cui esistono istituzioni per nulla misteriore, Presidenti, Case Reali, Capi di governi, Ministri che danno ordini ed una catena burocratica che esegue.
“Nella fase dell’implementazione, non è per nulla detto che esistano strutture tecniche di Stato che materialmente realizzano stragi, assassinano, distribuiscono droga per le strade, impongono tangenti alle attività industriali e commerciali, etc. Possono esistere come possono non esistere. Esistono per certe cose e non per altre. Certi ‘lavori’ vengono realizzati direttamente da strutture dello Stato, altri o molti altri no  non al 100%. Strutture dello Stato attivano, dirigono, controllano. Ma non è per nulla detto che un ordigno sia collocato od un grilletto sia premuto da un funzionari statale. A volte lo fanno. In Iraq catturarono, mai poi dovettero rilasciarli, dei funzionari britannici, due militari che, camuffati da terroristi locali, e su ordine istituzionale britannico, per cui coperti al 100%, andavano in giro a fare attentati e ad ammazzare. Più comodo, in genere, usare altri, irregolari vari, che poi o i fanno fuggire lontano o si liquidano in vario modo. Meglio ancora se una parte di costoro neppure sa che è stata attivata da istituzioni che poi li hanno fatti arrestare o liquidati fisicamente quando non più utili o pericolosi o sostituibili da altri ‘migliori’/peggiori.
“Ecco che lo Stato, gli Stati, creano ed usano strutture mafiose e terroristiche che talvolta sono immediatamente dirette da istituzioni ed uffici statali, altre volte sono eterodirette. Eterodirette significa che sono controllate da entità statali seppur la grande maggioranza degli adepti non lo sappia, neppure l’intuisca, e gli stessi vertici sono manipolati senza che si sentano agenti diretti di istituzioni. Esistono varie tecniche.
“Ma innanzitutto ci si deve liberare dalla illusione, ignoranza, deformazione, che fa credere che mafie e gruppi terroristi esistano e poi vengano usati. Non è così. Non possono esistere se non creati, coltivati, manipolati, alimentati, fin dall’inizio da istituzioni statali. Può esistere il singolo delinquenti, come il singolo terrorista. Vengono subito presi. Oppure sono dei geni o dei maniaci che di divertono e può anche essere che riescano a celarsi. Ma anche in questo caso, o scompaiono, o vengono identificati e presi dopo un po’.
“Il clan che taglieggia negozianti, e che procura pure voti per candidati politici e coopera con sindacati etc. è inevitabilmente creato. La leggenda del clan mafioso che corrompe poliziotti e politici per aver coperture è una leggenda ed una finzione. Sono istituzioni decisive (presidenze, case reali, governi) che creano clan ‘mafiosi’. Poi li taglieggiano facendosi pagare. Il meccanismo sociologico e ‘tecnico’ è differente, opposto, da come raccontato dai filmetti ordinati ed eseguiti sotto il controllo delle sezioni agitprop dell’FBI e clienti. Ovviamente, quando il clan non serve più perché ne hanno altri, lo liquidano o per via giudiziaria o lo fanno liquidare fisicamente dai nuovi clan ‘mafiosi’ di Stato. Ovviamente, il clan sa solo di avere delle coperture, non di essere del tutto creato da politiche istituzionali, e poi crede di essere stato soppiantato da altri più forti, da normali concorrenti. Le politiche di taglieggiamenti o meno, di sostegno a sindacati contro industriali troppo arroganti, o il sostegno a industriali contro sindacati, di corruzione ed annichilamento di gruppi etnici, o territoriali, o altro, con distribuzioni di droga, sono tutte politiche pianificate a livello istituzionale. Sono tutti affari di Stato.
“Lo stesso avviene col gruppo terroristico. Si creano ideologie, correnti culturali. Si fanno arrivare armi e soldi. Oppure non li si fanno arrivare. Si arrestano o neutralizzano quelli meno eterodirigibili. Poi si liquidano quelli non servono, se se ne hanno altri, o tutti (più o meno, ...lasciano sempre qualcosa...) se le istituzioni decidono di chiudere una certa fase terroristica, 
“Ma anche queste osservazioni sono storia veduta da un certo punto, non dall’origine. All’origine stanno organizzazioni, imprese, imprese ed organizzazioni politiche e culturali. Lo Stato, le istituzioni, le usano, le asserviscono e deviano per i loro fini ‘di Stato’, psicotico-delinquenziali di Stato.
“Ci sono organizzazioni (imprese, partiti, associazioni, chiese e congregazioni etc), ma anche persone, usate in modo stabile ed altre usate occasionalmente. Dipende largamente dalla localizzazione o dalle caratteristiche dell’operazione, dalle necessità di Stato.
“Molte imprese ed organizzazioni vivono di commesse pubbliche o di altri mercati protetti o condizionabili. Non esiste mai una astratta impresa che si presenta sul mercato. Vi sono pure sistemi di licenze che possono essere date ma anche facilmente tolte. Ecco che gli strumenti di ricatto da parte di una Polizia Segreta rendono facile ai suoi agenti chiedere, pretendere e dunque ottenere. Le persone con moralità che rischino rappresaglie negando la propria cooperazione sono poche. Ve sono molte che fanno, più o meno, il richiesto e anche molte che vogliono strafare.
“Se devi mettere una bomba dove passa uno da ammazzare in modo clamoroso, ti rivolgi magari ad un’impresa di lavori pubblici stradali o ad una rete di lavori pubblici stradali, già usata per commettere crimini di Stato. Quando poi viene il momento di liquidarla, fingi la abbiano liquidata altri servizi e la fai qualificare come mafiosa. Ma magari sono banali imprese di lavori pubblici, precedentemente coinvolte in attività criminali da Polizie Segrete.
“Se devi perseguitare uno sul lavoro, la Polizia Segreta si rivolge al datore di lavoro e o attiva. Lui o attiva altri o passa alla Polizia Segreta suoi pidocchi di riferimento per il lavoro di aggressione sul campo Se devi perseguitare uno in un edificio, la Polizia Segreta attiva la proprietà dell’edificio e poi chi alloggi a contatto col bersaglio. Se devi perseguitare uno in quanto membro in un partito o sindacato, la Polizia Segreta attiva i dirigenti del partito o sindacato. Se devi perseguitare uno in una scuola, la Polizia Segreta attiva la direzione della scuola e poi a scendere. Sono sempre seguite strette procedure gerarchiche e si attiva chi abbia la responsabilità dell’organizzazione da usarsi per la persecuzione.
“Dalla criminalità organizzata, ai gruppi terroristici, alla formazione ed uso occasionale di  milizie parallele per State/government-organized stalking, sono tutte attività di Stato e con strutture create più o meno stabilmente od occasionalmente dallo Stato. Essendo attività criminali e pazzoidi vengono usate Polizie Segrete. Le Polizie Segrete contattano e danno ordine ad alcuni personaggi chiavi che poi organizzano altri che magari non sanno di essere usati da Polizie Segrete. Esistono anche tecniche di direzione diretta e tecniche di eterodirezione. Per uno State/government-organized stalking, arriva l’agente della Polizia Segreta che contatta luoghi di lavoro, residenza, studio, frequentazione del bersaglio. Deve mostrare il suo tesserino, diffondere voci calunniose per giustificare l’operazione, deve dare continue direttive e chiedere rapporti anche quotidiani. Per la creazione e manipolazione di gruppi sia terroristi e mafiosi, vi sono agenti a diretto contatto con la Polizie Segrete, ma per la manipolazione delle stesse direzioni degli stessi è tutto più mediato. Vengono usate tecniche di eterodirezione. L’agente diretto delle Polizie Segrete ed a loro servizio organico viene in genere protetto e salvato. Le direzione ed i membri di gruppi mafiosi e terroristici sono invece facilmente scaricati quando non servano più o debbano essere rimpiazzati da altri. L’eterodiretto può anche intuire di essere manipolato, ma non vede e non sa dell’agente della Polizia Segreta che in pratica lo dirige. Il capo eterodiretto magari prende ordini da altri, pur essendo presentato con capo assoluto, ma non sa che altri prendano ordini da Polizie Segrete. Può intuire abbiano contatti ma si illude siano differenti da quelli dell’agente diretto. Il capo eterodiretto, anche quando intuisca di essere manipolato, si illude sempre di avere una qualche autonomia, un qualche potere contrattuale, in realtà non ha.”

- “Professor BaruchSchlosser, ma da qui a dire che qualunque organizzazione sia una mafia...”

- “...Perché si ha la visione deformata dai filmetti hollywooddiani, i filmetti sotto il diretto controllo dell’FBI. Il fatto stesso che un agente di Polizia Segreta possa arrivare in un certo luogo, oppure operare con tecniche di eterodirezione, ed usare un’organizzazione preesistente, in pratica qualunque organizzazione preesistente, per commettere pazzie e crimini, è proprio perché la microsociologia e la micropsicologia organizzazionali potrebbero facilmente dirci che tutte le organizzazioni funzionino secondi i principi e le pratiche di quelle sono presentate come organizzazioni mafiose. La stessa organizzazione politico-terroristica non è differente. Il dipendente (non differente è l’adepto, il militante) è subordinato al proprietario o direttore o capo, riferisce ad esso, si comporta servilmente, lo lecca, è spesso disposto a varie irregolarità e crimini per compiacere chi lo comanda e figuri investito di una qualche autorità formale o di fatto. Che è qualunque struttura mafiosa se non una struttura di servilismo?! Ma che è qualunque organizzazione, se non la stessa cosa?! La stragrande maggioranza dei soggetti è disposta all’abiezione, spesso a qualunque abiezione, per conformarsi a regole gerarchiche, di subordinazione.”


CASE STUDY. BaruchSchlosser al Portella Bar e Restaurante, in Santa Teresa, RJ

Brasile. Dove le persone sono organicamente incapaci di fare impresa, sia a livello di strutture statuali e pubbliche che di imprese ed organizzazioni private. Tutto è largamente una finzione, e di grande spreco ed inefficienza. Non importa cercarne qui i motivi. Son dati di fatto facilmente verificabili.

Il Portella Bar viene creato fondato a São Paulo nel marzo del 1969. Nel 1994, passa sotto il controllo di Nadia Naima Cury e della figlia Rafaela Cury Schibik. Nel 2011, si espande a Rio de Janeiro sotto la cura, o l’incuria, di Nadia Naima Cury. 

La copia di Rio de Janeiro, nel quartiere di Santa Teresa, nel Largo do Guimarães, dice tutto. Tanti soldi ma poche o nulle capacità, sia imprenditoriali, sia nel settore bar e restaurazione.

A São Paulo, il bar-ristorante deve essere andato avanti da solo. Le due sono arrivate piene di soldi. Lo hanno espanso. Ma, viste le capacità imprenditoriali nulle verificabili a Rio de Janeiro... In Brasile, va tutto avanti da solo, sulla base della massima disorganizzazione imprenditoriale. Vi sono solo prenditori e nessun o pochissimi imprenditori. 

A Rio de Janeiro, partono nell’ottobre 2011. Non occorre assere esperti analisti finanziari per vedere che, nonostante punte di clientela il fine settimana, o altri festivi e prefestivi, sono chiaramente in deficit per totale disorganizzazione. Se pure São Paulo funziona allo stesso modo... Che tutto il baraccone non sia solo la copertura per riciclo di soldi da traffici del tutto inconfessabili...

Pur nuovo, ed in spazi considerevoli, sembra tutto vecchio senza essere veramente caratteristico. ...Dicono che sono bottiglie penzolanti secondo certi usi nordestini. Il ristorante dovrebbe offrite la cucina nel nordeste, specificatamente di Bahia. Al cliente, al di là delle etichette, interessa che tutto sia gustoso, cosa che lì nulla è. Sarà caratteristico ma caratteristico casereccio e non di grande qualità...

La proprietaria o pseudoproprietaria che circola nella succursale od espansione di Rio de Janeiro, Nádia Naima Cury, non sembra capirci nulla di nulla, se non primeggiare in arroganza da negriera ed in sciatteria tipicamente brasileira. Nessuno è in regola, e la paga è al di sotto del salario minimo. Ti dicono un tanto mensile, per 54 ore la settimana, che include festivi, straordinari e notturni. Se fai i conti, si è largamente al di sotto del 3 reais l’ora mentre il minimo assoluto federale brasiliano è di 3.25, e superiore nei ristoranti. 

La Nádia Naima Cury ha chiari, e seri serissimi, problemi coi maschi per cui si è attorniata di femmine. È che s’è scelta il peggio. Non sanno fare nulla. Non vogliono imparare a fare nulla. Se fingono di fare, fanno solo danni. Anche a non far nulla, il far finta di essere grandi managers, fa loro far solo danni all’attività che dovrebbe essere imprenditoriale. A Nádia Naima Cury interssano solo femmine e femmine servili. S’è scelta le miglior, cioè le peggiori, le più servili e capaci di fingere. Ma anche se fingono con lei di saper fare, non lo sanno da nessun punto di vista. Alla fine, si risolverà tutto in una speculazione immobiliare, se ha comprato l’immobile e se esso aumenta considerevolmente di prezzo, ...prima che la bolla immobiliare di RJ scoppi e tutti si troveranno con grandi valori sulla carta ma praticamente invendibili. Se, invece, all’attività già chiaramente deficitaria, si dovesse aggiungere un fitto di molte migliaia di reais, visto che gli spazi sono piuttosto vasti ed in un’area caratteristica, avrebbe già chiuso, dopo poche settimane, ...salvo avere entrate inconfessabili.  

Sconosciuta la psicologia del consumatore... Pur con abbondanza di finestre e porte o potenziali porte, la disposizione dei tavoli è squadrata, stile banchi di scuola, caserma, mensa popolare. Orrendo! Esistono precise tecniche per attrarre clienti. Lì sono sconosciute. Pur essendo sconosciute un po’ dappertutto in Rio de Janeiro, non è comunque quello un locale con accorgimenti per attrarre clienti. Le ‘caratteristiche’ bottiglie penzolanti sembrano coglioni impiccati al soffitto, attaccapolvere, senza senso e non particolarmente di buon gusto. Anzi, a dare un’occhiata a locali prossimi, pur senza grandi sforzi per essere accoglienti, forse, di fatto, lo sono di più di questo pretenzioso Portella Bar. Esistono, nel mondo [la psicologia del consumatore presenta i dettagli!] precisi accorgimenti architettonico-dispositori per attrarre clienti. In Brasile, sono del tutto sconosciuti, evidentemente. Al pretenzioso Portella Bar, idem. La cucina è, globalmente, sufficientemente disgustosa. Se è disgustosa pure nei locali prossimi, e se i brasiliani mangiano merda... Eppure locali prossimi, e forse più piccoli o meno grandi, sembrano affollati anche quando l’ampio Portella Bar o è deserto o stenta ad attrarre ed a mantenere clienti. Se uno deve sedersi per una birra od un gelato, tende ad andare dove gli sembri più accogliente, a parità di prezzo ed in localizzazioni prossime.     

Eppure, le spese del Portella Bar sono piuttosto alte. La struttura è piuttosto grande, sia nella parte, maldisposta, aperta al pubblico che nel retro. Che l’abbiano comprata o che paghino il fitto, in una contabilità corretta va calcolato il fitto. Non c’è problema... Lì hanno una pseudocontabile incapace di tenere una vera contabilità od anche solo un’approssimazione di essa, né la proprietà ha alcun interesse a fare veri conti. Si dice che se a São Paulo hanno in qualche modo guadagnato, devono guadagnare pure lì. A São Paulo, lei non deve avere avuto alcuna voce nella gestione sennò sarebbe tutto fallito in poche settimane. ...O hanno entrate inconfessabili.

La proprietaria, od almeno quella che appare come tale, Nádia Naima Cury, quando compare in loco si dedica a varie inutili e dannose, ed infinite, logorree, oppure a sbevazzare con amiche esterne, e se butta lí qualche ordine per atteggiarsi a proprietaria, qualunque cosa faccia mostra la sua incompetenza. La stessa ha creato, a meno che non si sia creato tutto da solo..., una struttura peggio che in un ministero, con una nomenclatura che non fa nulla, non sa far nulla ma costa, seppur tutto sia lì all’insegna dell’irregolarità-illegalità e dei salari al di sotto perfino dei minimi nazionali. Se uno va al Tribunale del Lavoro, le costa migliaia di reais. Se tutti vanno al Tribunale del Lavoro, può chiudere il ristorante per fronteggiarne le spese. 

Prima ancora del personale, devono pagare vari musicisti e cantanti che, ogni giorno, lì, si esibiscono anche quando non vi sia nessuno. La musica è loffia e sempre la stessa, per cui, alla fin fine, non so che attraggano veramente quelle orchestre da vivo che pur sono una mania largamente diffusa a Rio de Janeiro, anche in piccoli locali. Anche i giorni in cui il locale sia deserto o semi-deserto, quei musicisti e cantanti vanno pur pagati. Non attirano clienti o non sufficienti a pagare la spesa essi rappresentano, eppur costano. La musica dal vivo è dunque un’operazione chiaramente in perdita, eppur lì insistono nel dogma. Ma anche nei giorni festivi o semifestivi, in cui sono affollati, la musica dal vivo, loffia e ripetitiva, porta clienti almeno per ripagare il costo essa costituisce, oppure musiche migliori e registrate (CD, cose scaricate da internet ...ma lì nessuno sa veramente usare i computers), attirerebbero più clienti, e sarebbero nettamente migliori, senza costare nulla?

Se in cucina, anche quando non ci sono clienti, ci sono i vari lavori preparatori per quando poi arriva la piena i giorni festivi o prossimi ai festivi, già l’area camerieri vede un grande affollamento in attesa di clienti che spesso non arrivano. Se alcuni dell’area camerieri sono anche usati per supporto preparazione in cucina, vari altri stanno lì... Una sta alla cassa, cassa sempre affollata di due, tre, quattro del bar-ristorante ...in attesa di nulla, solo perché non hanno nulla da fare. Lì, una almeno sta alla cassa, anche quando non vi sia nessuno, e senza altri incarico che la rendano di una qualche utilità. Cacchio che organizzazione!  

Uno od un paio o più stanno nell’area bar, anche quando non vi siano clienti, per ore in attesa di nulla. A che serve una cassiera o solo cassiera. Non potrebbe e dovrebbe essere anche barista quando v’è poco o nulla da fare? Musicisti, più d’uno, suonano musiche d’altri tempi e piuttosto noiose, nel locale vuoto e dove per ore, al di fuori dei festivi i pre-festivi, non arriverà nessuno, oppure solo qualche occasionale cliente di passaggio. Ah, hanno pure un capo musicisti che si siede tra il pubblico che non c’è e, magari solitario, applaude i musicisti che suonano sempre le stesse cose. ...Appunto basterebbero delle registrazioni... e solo occasionalmente, od i giorni di piena, offrire musiche e canzoni (ma non loffie!) dal vivo se proprio il carioca non può farne a meno. Una ventina di persone, almeno, deve essere pagata ed alimentata tutti i giorni anche quando le entrate siano scarsissime o quasi nulle. ...Anche se la padrona tiene i salari ben al di sotto dei minimi di legge... Tanta prosopopea e mentalità da ladroni! ...Neppure pagare i minimi di legge e sindacali ai dipendenti...       

La settimana di lavoro è, in Brasile, di 44 ore. Lì è di 54 ma non pagano né straordinari, né festivi, né lavoro notturno, né indennità varie pur dovrebbero essere pagate, né coperture mediche e dentistiche. Sono solo precisi, sembrerebbe, nel pagamento del trasporto-bus (ma non se ricevono l'ordine di perseguitare uno!) e della percentuale del 10% sui ricavi. Tutto il resto è all’insegna dell’irregolarità-illegalità. Se uno s’ammala non è pagato.

La stessa nomenclatura delle nullafacenti non conosce nulla di normative del lavoro, contrattuali, igieniche etc. Ignoranza totale ed abuso totale. Del resto sono ignoranti con la scuola elementare o con la media, e senza alcuna cultura personale, attitudine organizzativa, desiderio di apprendere e fare alcunché. L’arroganza dell’ignoranza e dell’inettitudine! Anagraficamente giovani eppur vecchie, vecchissime, perfino incapaci di usare computers che sia per internet o per fogli elettronici etc. 

La pseudo-gerente, la mulatta Elizabeth Oliveira (Elizabete Oliveira Conceição), Colégio Estadual, linguaggio e pronuncia da favelas (dell’area a nord di Rio), non sa far nulla ed è incapace di fare ed organizzare alcunché. Ancheggia, a passetti trattenuti, arrogante con voce stridula, e chiacchiera e mangia e beve tutto il tempo che sta lì. Si attacca poi al telefonino per cercare di cercar cazzo o per ciappettare anche con conoscenti e parenti. È lì per figura. La proprietaria aveva bisogno di una pseudo-gerente per dire che ve n’era una.

Andréia, una bianca pseudo-controllora non si capisce di cosa, linguaggio da favelas, non sa cosa fare, non ha nulla da fare, non sa fare nulla. Idem come la prima delle nomenklatura-PortellaBar stabilmente lì. Già verso la mezza età, pur la meglio fatta, come forme, non sa neppure usare facebook col telefonino, che invece se altre saltuariamente usano. Non che faccia differenza dal punto di vista dell’analfabetismo informatico imperante nella nomenklatura-PortellaBar, ma rende inutile attribuirle un cognome essendo invisibile alla ricerca in rete. 

Tatiana Breyk (Thaty Breyk, Tatiana Rangel), Colégio Estadual, è la pseudo-contabile. Fa il conto delle ore che devono essere 54 a settimana per dipendente. Non pagando le maggiorazioni festivi, straordinari, notturno, né null’altro, deve solo calcolare il 40% del mensile che lì pagano il 24 o 25 del mese stesso, ed il 60% che pagano il 12 del mese successivo. In Brasile, dovrebbero pagare tutto entro i 5 giorni lavoratici dopo la fine del mese. Lì sono speciali. La paga di 850 per 54 ore la settimana (9x6) è largamente inferiore al minimo federale che è sui 620 al mese, ma per 44 ore, e con tutte le maggiorazioni per ore straordinarie etc. Le 54 ore settimanali del PortellaBar comprendono almeno un festivo, che in Brasile deve essere pagato doppio, e varie ore notturne e straordinarie per cui vi sono specifiche maggiorazioni. Lì non le pagano. Non pagano né festivi, né straordinari, né notturno, né indennità, né altre voci. Il minino di legge federale è di 3,25 l’ora. Lì pagano meno di 3 reais. Tatiana Breyk, lì di Santa Tersa o prossimità, con famiglia e due figli, l’hanno reclutata in loco, dato che la proprietaria necessita di avere le sue oche sempre presenti quando, occasionalmente capita lì o telefoni.

La proprietaria Nádia Naima Cury è una ladrona ignorante ed inetta. Potrebbe pagare i minimi di legge ed avere gli stessi costi, o perfino inferiori o molto inferiori, con una qualche reale organizzazione del bar-ristorante, mentre ora è tutto disorganizzato, ed arruffato ed arraffato. E nessuno della nomenklatura capisce nulla di legislazione e normativa del lavoro. Pensano solo a rubare per loro stesse. 9 ore senza intervallo di un’ora sono illegali. Lo straordinario imposto (e pagato come ordinario) è illegale. Etc. Etc.

Katerinetta, bianca con riccioli e culetto piccolo ma di una qualche consistenza, alta ed aria da fikona pur essendo solo una fiketta appena pretenziosa, la capa dei camerieri, da un lato partecipa al gozzovigliare, fumare e logorree della nomenklatura, dall’altro riesce, di tanto in tanto, perfino a servire qualche tavolo nei momenti di piena. Ed a differenza delle altre 3-4, riesce a salutare più o meno tutti quando arriva. Deve essere nuova e non la hanno ancora rovinata del tutto. Se la incaricano di fare e postare foto per qualche rivista culinaria, impiega giorni e giorni per quattro foto piuttosto idiotiche e, naturalmente, non riesce neppure a postare le stesse foto sui siti di Portella Bar-Ristorante. 

Ecco completata la nomenklatura-Portella di Rio: Elizabete, Andréia, Tatiana e Katerinetta. Elizabete e Tatiana si sono aggiustati i nomi all’inglese od al presunto inglese, Elizabeth e Thaty, perché la proprietaria avrebbe voluto personale con le lingue. Non conoscendole, ed essendo le pseudo-managers più ignoranti della media, ecco che hanno ‘supplito’ aggiustandosi il nome. Sono tutte senza istruzione formale e senza alcuna cultura personale. Non sanno lavorare, né conoscono i lavori specifici dovrebbero fare o supervisionare. Obbediscono, più o meno, agli ordini, ma essendo ordini di una come loro, una proprietaria che dà solo finti ordini per dire che esiste... Sanno solo che devono compiacere gli amici ed amiche loro e della padrona e contrastare altri o gli altri fingendo dunque autorità. Per cui, se decidono (in particolare Elizabete, e la seconda della nomenclatura Andréia) o ricevono l’ordine di contrastare una persona, obiettano qualunque cosa faccia. Se essa fa quello loro hanno appena detto, obiettano lo stesso conclamando che dovrebbero fare l’opposto. L’ignoranza totale va oltre il lavoro in senso stretto od in senso lato. Non capiscono né conoscono nulla di legislazione e regolamentazioni del lavoro, sanitaria etc sia in termini generali che per ristoranti. In tutto, mancano dei rudimenti. Una differenza o differenziazione, un piccolo vantaggio per Katerinetta: sa copiare od imitare. Se le si dice od osserva una cosa, od un qualche accorgimento, ovviamente corretta ed utile, la copia, la fa.

Ah, hanno un sito su Worldpress ed uno su facebook. Né a Rio de Janeiro, né a San Paolo, riescono a tenere aggiornati i siti del PortellaBar che brillano dunque per inutilità e riflettono l’inettitudine delle pseudo-managers con la licenza elementare o poco più. A parte qualche aggiunta occasionale e di nessuna utilità via telefonino, sono abbandonati a loro stessi nell’incuria più totale, sebbene lì abbondino di gente della nomenklatura ed altre che non fanno nulla o che non hanno spesso nulla da fare. Appunto, la proprietaria o pseudo-proprietaria e le quattro della nomenklatura di Rio de Janeiro non sanno fare nulla. Idem chi hanno a São Paulo, evidentemente. Tanto meno curare un minimo, con informazioni quotidiane su musiche ed offerte, su ‘eventi’, i sue siti hanno. Organizzazione peggio di un ministero. Hanno tutto per dire l’hanno, non per funzionalità né per usarlo davvero.

Ignoranti anche informatiche. Al massimo riescono ad inserire messaggi su facebook dal telefonino. Cosa che fa occasionalmente Elizabete, la pseudo-gerente. Andréia non sa fare neppure quello. Non sanno fare praticamente nulla coi computers. Vivono in un altro mondo. Anche solo un foglio elettronico per fare i conti è una cosa per loro inimmaginabile. Fanno tutto a mano o con calcolatrici senza striscia per cui, o si fanno i conti più volte, o non si può sapere l’output a che input corrisponda. In pratica, non si può controllare l’esattezza delle proprie operazioni. Alla cassa, dove la maggioranza del tempo non hanno nulla da fare, non sono in grado, o non viene loro detto, di inserire somme da contabilizzare. Per cui, poi, la cassiera ed altri vengono mandati nel retro a fare conti potrebbero avere in realtà già pronti, in tempo reale, avessero un minimo di organizzazione e di alfabetizzazione in questioni managerial-contabili. Nulla. Ignoranza e disorganizzazione totali.  

La cucina e uno spazio usato anche per preparazione sono ampi e nuovi, almeno in parte. Ben attrezzati di frigo (anche se tendono ad essere strapieni per cui qualcosa di più e meglio non sarebbe guastato), ma senza stanze frigorifero (per cui vari prodotti vegetali sono a temperatura ambiente per cui si deteriorano rapidamente; loro, occupate a magiare, bere, fumare, in telefonate per cercare cazzo e in logorree infinite, non lo vedono!), mancano di varie cose che indicano l’inettitudine nel campo ristoranti sia della proprietà che della nomenklatura delle nulla o poco facenti. Non hanno di quei frigo aperti o semiaperti per ingredienti di uso immediato in cucina, per cui condimenti e vegetali di uso immediato restano a temperatura di cucina per ore ed ore deteriorandosi rapidamente. C’è un ordine formale senza vera funzionalità, pur con una certa spaziosità teorica che tuttavia si colma rapidamente e diviene insufficiente per vari lavori. V’è sempre il vano ex-panetteria dove si lavora in lavori di preparazione-cucina senza, in genere, attenersi alle più elementari norme igienico-sanitarie, cosa di cui i brasiliani brillano in ignoranza totale. I fornetti, sia elettrici che a microonde, sono traballanti e troppo alti.

Hanno delegato ad un geometra di quelli ti fanno tutto bello e lindo, appena costruito, ma che poi presenta una lunga serie di problemi funzionali. Questo denota assenza di proprietari competenti e di veri managers con competenze organizzative ed ergonomiche.

In cucina, i cuochi iniziali sono subito spariti, appunto perché sottopagati. Li hanno rimpiazzati con un paraguaiano di origini friulane, Eduardo Bordon che lavora sottopagato. Era poi affiancato da una locale, Maria Antonia, sparita su ordine degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana perché sorsero problemi con la stessa quando Portella bar fu arruolato nel Terrorismo di Stato (State/government-organized stalking), nell’aprile 2012, contro un giudeo tedesco, Abraham, oggetto di lunga e costante aggressione anti-semita da parte dei Carabinieri italioti con supporto anglo-americano.

Poco prima della liquidazione di Maria Antonia, sparì pure João, assunto pochissimo dopo Abraham (aprile 2012), che trovò un lavoro migliore altrove. João non era disposto a lavorare sottopagato (al di sotto del salario minimo, in Portella Bar, dove non pagano festivi , straordinari, notturno, indennità varie etc) Fu reclutato poi in gran fretta, su precisa indicazione degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana, un gaio da favela (pur ostentando una fidanzata, sempre che sia una femmina come sembrerebbe dalle foto del telefonino, si esibisce in gorgheggi ed atteggiamenti molti gai; nulla di illegale, né che crei veri problemi, naturalmente!), Antonio Mardonio, destinato a divenire rapidamente primo cuciniere sia per evitare che Abraham venisse a contatto coi fornelli (una grande questione di Stato!) che, in prospettiva, per fare le scarpe allo stesso Eduardo Bordon, ‘il paraguaiano’, oggetto di costante aggressione razzista sebbene indispensabile essendo professionalmente migliore degli indigeni brasileiri riescono a raccattare in loco.

Sempre di gran fretta, sempre su precisa richiesta degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana per rimpiazzare una Maria Antonia troppo cooperativa e con l’ansia di esserlo ancora di più, e che dunque creava problemi, fu chiamato Robertone, un infamone con un’aria terrificante, ad incontrarlo di notte il luoghi isolati, ma estremamente obbediente agli ordini della nomenklatura e di Stato. Sia Antonio Mardonio che Robertone sono gran lavoratori, Robertone decisamente più esperto un po’ in tutti i lavori di cucina, incluso cucinare (magari chiedendo ai camerieri i dettagli dei piatti, dato che come futuro primo cuoco è stato lì raccattato e predestinato il giovane inesperto Antonio Mardonio). Antonio Mardonio è uno che fa quello gli venga ordinato, ma dal punto vi sta professionale e poco altro. È del tutto inabile ad essere usato per aggressioni, stalking, contro altri. Piuttosto giovane, è una persona timorosa e con carattere dunque spontaneamente dolce o non aggressivo. Al contrario, Robertone, non so se si chiami Roberto José o in altro modo (non è importante), è di quelli mobilitati ad ordine e che capendo poco fanno tutto quel venga richiesto anche se non sanno bene che fare in queste cose ‘di Stato’. Lì aveva l’ordine di agire coperto per cui manifestava una qualche correttezza formale con sbotti di chi abbia avuto una missione ma non arrivando a capire di che si tratti pasticcia e condisce di un’irabondia appena trattenuta. ...Avevano tra le mani un infamone scemo e non potevano trovare di meglio...

Nel colore del bar-ristorante vi è, tra i tanti, il tuttofare Jamil, brasiliano di origini egiziane. Lo usano dalle pulizie, al servizio tavoli, alla preparazione cucina e lavaggio piatti, al ficcanaso su commissione. In realtà, sarebbe stato ottimo, per loro, prepararlo come cuciniere dato che è uno conosce pressoché tutto del ristorante. Le pseudo-managers non sono capaci neppure a provare di usare le persone per un qualche profitto del bar-ristorante.

V’è pure Claudio Serra, cameriere. È uno di quei personaggi onnipresenti nel Terrorismo di Stato, e nella sua sottospecie, lo State/government-organized stalking. È una di quelle macchiette che si attivano da soli sulla base di mezze frasi od impressioni. Di quelli che ascoltano, assorbono tutto, non capiscono un cazzo, che carburano il non avere capito un cazzo e che, poi, confusamente, si lanciano. Se stronzette alla Joanna, una cameriera, si lanciano attivati, e per cose limitate e su direttive precise, un Claudio è in costante eiaculaizone logorroico-aggressiva contro chi abbia intuito essere un bersaglio del ‘potere’.

Vi sono molti altri stabili, o che vengono chiamati occasionalmente e d’urgenza nei momenti di piena, come vari altri camerieri e cameriere, o la culona nera che chiamano come lavapiatti quando non vi sia nessun altro. In tutto, ruotano attorno al ristorante bel più di venti persone di cui almeno una quindicina (+ cantanti e musicisti) variamente stabili. La maggioranza si fa i fatti suoi non facendosi attivare o non essendo attivata per nulla.  

Ecco una perfetta struttura pronta per essere usata per terrorismo e mafie di Stato. Ma anche una struttura perfettamente, o più o meno, efficiente non sarebbe meno usabile per tali fini. Anzi! La microsociologia e la micropsicologia del materiale umanoide di strutture organizzative, di tutte le strutture organizzative, le rende perfette per uso mafioso, di Stato tanto comune che eversivo.  

L’essenza di una struttura mafiosa sono il conformismo, le gerarchie, il servilismo. Tutte le strutture organizzative hanno, inevitabilmente, abbondanza di tali caratteristiche.

La secondo metà di aprile 2012, agenti degli SquadroniDellaMorte [il dipartimento di la Polizia Segreta] della Polizia Federale brasiliana si presentano al Portella Bar: “Lavora qui un certo Abraham? ...Ci occorre la vostra cooperazione... ...È per una cosa estremamente riservata...” Si ripresentano a più riprese. È la procedura standard per gli State/government-organized stalkings.

Ed ecco che coinvolsero il Portella Bar Ristorante, di Rio de Janeiro, di Nádia Naima Cury, con la pseudo-gerente Elizabete Oliveira Conceição, la sua vice Andréia, e altre ed altri, nel terrorismo di Stato, nello State/government-organized stalking contro Abraham, una cosa che va avanti, su iniziativa dei Carabinieri italioti, e con supporto mondiale anglo-americano, da vari decenni.

Non essendo Abraham coinvolto in nulla né sospettato di nulla, è antisemitismo puro dei Carabinieri e degli UK-USA etc. Gli stessi brasiliani che operano in maniera formalmente defilata nei Terrorismi di Stato ordinati dall’Impero non sanno bene che combinare. Vorrebbero semplicemente risolvere il loro problema, spingendo Abraham fuori dal Brasile, mentre si ingegnano ad obbedire agli ordini dei Carabinieri ed UK-USA.