martedì 5 giugno 2012

mashal-042. Terrorismo di Stato in Ledo5, RJ

mashal-042. Terrorismo di Stato in Ledo5, RJ 
ovvvero
Squadroni della Morte della Presidenza federale brasiliana e State/government-organized stalking in Ledo5, Rio de Janeiro
ovvero
Antisemitismo di vertice e popolare anche in Brasile 
by Georg Moshe Rukacs


Brasile come altrove

In Brasile, giornalisti, bloggers ed altri vengono correntemente assassinati da SquadroniDellaMorte o federali o locali (con inevitabile copertura federale). Le indagini su questi crimini non vengono usualmente fatte. O se sono fatte sono deviate ed usate per scaricare qualche esecutore minchione non serva più. Questo significa che sono operazioni di Stato [federale] e coperte dunque dal Segreto di Stato. Per cui, sono assassinii o organizzati o comunque coperti dal Dipartimento di Polizia Segreta della Polizia Federale, cioè dagli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana agli ordini del Presidente o della Presidente federale. Quando Presidente era Lula, li comandava Lula. Ora che Presidente o Presidenta è Dilma, li comanda Dilma. Terrorismi e mafie sono sempre e solo di Stato in tutto il mondo. Se non sono di Stato, non possono esistere. Troppo semplice perché il lobotomizzato medio possa capirlo.

Nessuno le racconta e tanto meno le denuncia queste cose. Il motivo è semplice. Il Brasile, anche sotto il PT dei sinistro-massonici e della Teologia della Liberazione (la pseudo-teologia della pseudo-liberazione) delle buro-oligarchie compradoro-brasiliane, continua a dare il culo agli anglo-americani, per cui il SIS e la CIA, agli ordini dei governi e regimi inglesi e statunitensi, danno copertura totale agli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana agli ordini del Presidente o della Presidente federale che, del resto, cooperano con SIS e CIA (e clienti) od altri inglesi e statunitensi (e clienti) chiedano cooperazioni psicotico-delinquenziali ai brasiliani.

Il regime brasiliano finge differenziazioni a livello economico. Il Brasile è così sbagasciato in tutto che semmai dovrebbe copiare le aree sviluppate, a parte che nelle tecniche per tenerlo sottosviluppato e sottosviluppista. Ma, a livello di Terrorismo di Stato, il Brasile è pienamente inserito nel Terrorismo di Stato anglo-americano, anche se lo fanno in modo non appariscente e con la cialtroneria tipica brasiliana.  

Gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana sono usati dalla Presidenza federale brasiliana non solo per assassini ma per tutte le operazioni di Polizia Segreta, di Terrorismo di Stato, inclusi gli State/government-organized stalking. Sono coperti dal Segreto di Stato. Possono fare quello che vogliono.


FLASH OUT 1. Lo avete mai conosciuto BaruchSchlosser? Il savio a Praga. Era in quel solito bar, col suo laptop ed i suoi libri, invitato da alcuni studenti per cose loro. Altri si avvicinarono per sfruttare l’occasione per rivolgergli alcune domande.   
- “Vorremmo avere la sua conferma sulla grande moralità e cultura di quel Lula che ha dato buona fama al Brasile per otto floridi anni.”
BaruchSchlosser fu colto da un riso irrefrenabile.
- “Perché ride?”
Dovettero insistere più volte, perché lui continuava a ridere e sembrava incline a ritornare alle proprie cose evitando qualunque risposta.
Alla fine credette di cavarsela con un:
- “Ma Voi siete mai stati in Brasile?”
- “Noi siamo brasiliani!”
- “Brasiliani dell’oligarchia, senza dubbio, perché in Brasile avete prezzi europei ed anche varie volte maggiori, soprattutto per tecnologia, ma pure nei ristoranti. Mentre i salari, non quelli delle oligarchie certo, sono salari cinesi, di un euro e mezzo ad ora, o meno, e neppure sono rispettati perché giudicati troppo alti dai voi delle oligarchie. Ma i prezzi nei negozi, mercati e supermercati sono europei e pure ben maggiori per molti articoli. Mentre la qualità delle merci brasiliane è infima, ‘grazie’ al protezionismo statale. Per cui il proletario compra cose carissime e che si rompono subito.”
Imbarazzati tentarono di ributtarla su Lula...
- “Lula è stato un Presidente di levatura storica...”
- “Un degno brasiliano imbroglione e ladrone con destrezza, fiero d’esserlo ed adorato proprio per i suoi vizi... Beh, non avendo virtù... Informatore del padrone e poi delle Polizie Segrete, anche della dittatura militar-compradora, intermezzo di altre forme egualmente compradore... Ignorante e fiero d’esserlo. Non ha mai preso in mano un libro se non per riporlo annoiato. Convinto che si progredisca solo imbrogliando il prossimo... Beh, lui è progredito, in status personale esteriore... Statista vano, inutile. Psicolabile come indica il suo continuo frignare. Ma ben furbastro quando si trattava e si tratta di imbrogliare ed intascare. ...Potevano far Presidente una capra per quegli otto anni... Com’è quel suo non strano comunicato del 28 maggio 2012 in cui nega di aver appena fatto, o rifatto, pressioni sul potere giudiziario per cose di suo interesse? ...Un furbastro senza astuzia. ...E con altri altrettanto furbastri che cercano di fotterlo. ...Non è che Dilma agogni di vedersi scaricata dopo il quadriennio per rifare spazio al glande Lula, per cui avrà ben attivato qualche dipartimento di Polizia Segreta per montare case giudiziari e mediatici...”
Pur furenti, non osarono replicare e cercarono di scivolarla su Dilma...
- “Se non altro ha aperto la via per una grande economista come Dilma.”
- “Economista de che? Il Brasile non è competitivo in nulla. Perfino i prodotti agricoli, pur con un clima ideale per l’agricoltura, fanno letteralmente schifo. Il brasiliano riesce a rovinare tutto. TUTTO!!! La burocrazia opprimente ti impedisce, unico paese al mondo, perfino di aprire un conto in banca, salvo che uno non disponga di spesso impossibili requisiti. Peggio di Cuba, il sottosviluppismo della CIA imposto e mantenuto al largo delle coste USA! Modesto mercato di 200 milioni di soggetti, è adulato perché utile per manodopera a un euro e mezzo l’ora e senza diritti, ricco di riserve naturali da predare e utile per scatenare guerre un po’ in tutta l’America Latina se gli USA decidessero avventure militariste massicce sul loro stesso continente. I brasiliani, come un po’ tutti i latino-americani, non sanno, contrariamente agli asiatici, sfruttare il loro potere contrattuale con l’Impero.”
Di nuovo annichiliti dalla precisione di BaruchSchlosser la scivolarono in morale:
- “Se non altro Dilma è davvero incorruttibile...”
- “Inetta come statista, solo con meriti compradori di fronte all’Impero che ha continuato a predare liberamente il Brasile, fu essenziale per la sua formazione etica quando, timorosa di quattro ceffoni minacciati, cominciò a denunciare i suoi compagni di terrorismo. Conclamò, poi, un mese di tortura. Se solo l’avessero torturata alcune ore sarebbe deceduta. Inglesi ed americani fanno ora di lei quel che vogliono, dato che sua unica ambizione è restare presidenta per un altro quadriennio. È corrotta ogni giorno, per mantenere il Brasile sottosviluppato e compradoro, e con le operazioni di Terrorismo di Stato pretese dagli anglo-americani e dai loro clienti è pure del tutto coinvolta nello psico-delinquere di Stato tanto brasiliano che dell’Impero... Se non manda la Polizia Federale ad arrestare governatori che usano gli Squadroni della Morte contro giornalisti, bloggers ed altri è perché la Presidenza Federale è parte di ciò. Allo stesso tempo, la Presidenza Federale, anche con Dilma, usa gli Squadroni della Morte della Polizia Federale per State/government-organized stalking, puro terrorismo di Stato del tutto immotivato, se non come pure persecuzioni, su richiesta anglo-americana e dei loro clienti. Del resto, per restare presidenta per un altro quadriennio, dovrà lei stessa usare le Polizie Segrete per montare casi giudiziari contro gli amici di Lula e Lula stesso. È quello che sta già facendo... Hanno solo interrotto dato che se Lula viene fatto fuori dal cancro alla gola... ...ecco che le conviene fare la parte della naturale delfina... Ahnnò, ora che Lula sembra sopravvivere, continuano a montargli casi. L’ultimo, come già detto, sono sue pressioni sul giudiziario, per cose di suo interesse, dato che vox populi, vera o fabbricata, è una gran corruzione sua e del suo clan. Dilma deve far fuori Lula ed il suo clan senza far perdere voti al PT, ed area, ed a sé stessa”
A quel punto, gli studenti brasiliani esplosero in invettive feroci mentre BaruchSchlosser riprese a ridersela di cuore dopo avere concluso:
- “Le genti di Brasile sono in genere risultato di lavaggi del cervello variamente riusciti soprattutto per convincerle di essere un popolo con una qualche unitarietà mentre etnicamente il brasiliano non esiste ed il Brasile è solo un’accozzaglia di genti casualmente, od a forza, lì confluite per i motivi più vari. Del resto, anche altrove, il patriottismo o nazionalismo sono solo malattie mentali imposte e subite per altri fini. Fa solo ancor più pena veder poveri, poveracci, aggrapparsi al nazionalismo/patriottismo, invece di preoccuparsi di produrre ricchezza e di far soldi... L’uscita dalla povertà è la ricchezza diffusa (quella che si produce, non quella che si rubacchia!), non la proiezione mentale malata su una nazione inesistente. Chi vuole mantenervi poveri, e voi oligarchi ricchi predatori sfruttando le povertà, certo che deve creare il nazionalismo/patriottismo dei poveri ‘orgogliosi’ d’esser poveracci. Vi hanno condizionato pavlovianamente al punto tale che vi si bagna il culo alla dichiarazione di essere brasiliani mentre dovreste solo vergognarvi ed iniziare ad esser donne ed uomini, invece che una supposta etichetta ‘nazionale’ e pure d’una nazione inesistente, oltre che d’uno Stato del tutto sbagsciato!” 


FLASH OUT 2. BaruchSchlosser, alla conferenza, all’università di Praga, rispose alla domanda di una studentessa che lo interrogò:
- “Ma perché lei qualifica di antisemitismo questi fenomeni dove non mi sembra siano coinvolti semiti in senso stretto?”
- “Semite in senso stretto sono le lingue, talune o varie lingue definite come semitiche. Da qui a definire semiti coloro le parlino è un’operazione ulteriore e contestabile. Tra l’altro, molti oggetto di antisemitismo, apparentemente in senso ritenuto stretto, non parlavano lingue semitiche, bensì altre. Quando poi si oda definire come antisemiti gruppi etnici o linguistici semiti ma avversi, o supposti avversi, o costruiti come avversi, ad o di altri gruppi semitici, ecco che si è al cortocircuito. Antisemitismo è divenuto un’arma, un’arma purtroppo in mano a troppi imbroglioni. È il destino di tutte le armi, di tutte le cose. Meglio allora parlare un linguaggio tutti capiscano, secondo gli stereotipi ed idiosincrasie inculcate dai padroni dei media. Usiamo antisemitismo ma con onestà. Per cui è preferibile diffondere una definizione che tenga conto di ciò il concetto è stato fatto divenire, degli stereotipi ed idiosincrasie riflette, eppur scientificamente preciso. Ecco una tal definizione, o una possibile, ...di certo di può far di meglio, forse: ANTISEMITISMO è la malattia mental-caratteriale, coniugata con l’ignoranza, che affligge chi teme ed/od avversa chi gli sia stato suggerito od ordinato di temere ed/od avversare. Semplice e precisa, questa definizione parte dalla verità storica che anche l’antisemitismo in senso stretto è una fabbricazione del potere e dei poteri e che può essere facilmente diffuso solo tra pidocchi malati e corrotti. Nessuna persona più o meno sana di mente e di spirito avversa l’altro sulla base di un’induzione e generalizzando. La psicologia, lo spirito, di chi si scateni contro un semita, uno zingaro e qualunque altra categoria in quanto tali è lo stesso: conformismo, necessità di angariare il prossimo sentendosi giustificato e coperto, malessere con sé stesso. Antisemitismo copre dunque, con precisione, un’attitudine ed una pratica purtroppo correnti. Chi ordini od inneschi gli State/government-organized stalking, chi li implementi, chi vi partecipi come miliziano reclutato od auto-reclutatosi, è un antisemita. Da qualunque punto di vista si esamini la questione, è improbabile possano sorgere dubbi su ciò.”


State/government-organized stalking in Ledo5, RJ

Su richiesta dei Carabinieri-StragistoTerroristi, la Polizia Segreta CC, con supporto “NATO” (SIS-CIA), gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana (agli ordini del Presidente o della Presidenta federale) avevano contattato, nell’aprile 2011, appena arrivai là, il proprietario di Ledo5 (l’ostello dove abitavo, nel centro di Rio de Janeiro), FaustoRubeiroFernandel. Gli avevano detto che doveva riferire su di me, ...e non solo riferire.

Non che ci fosse nulla da riferire, ma i delinquenti e pazzi delle Polizie Segrete lavorano a questo modo. Prima si crea un allarme. “Se mi hanno detto ciò, deve ben esserci qualcosa...”, si dice il contattato dalla teppaglia di Stato. Poi, nel caso, si chiede altro. Si piscia nella melma e poi si rimesta ulteriormente...  

Infatti, gli avevano pure detto che dovevano cercare, in modo del tutto occulto, di cercare di creare incidenti. Anzi, avevano dato l’indicazione specifica di produrre rumori anormali contro la mia stanza, la 64, perché “quello deve essere indotto ad andare via dal Brasile”. “Non si preoccupi. Sono procedure standard”, era sbottato l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana.

FaustoRubeiroFernandel è un frocio latente, di una famiglia di froci ignoranti e rozzi. Non che ci sia nulla di male ad essere froci. Sebbene siano letali, per il benessere collettivo, l’ignoranza e la rozzezza. Il Brasile è così. Gli ignoranti hanno l’orgoglio di essere ignoranti, i rozzi di essere rozzi, i ladruncoli e ladroni di essere ladruncoli e ladroni, i pazzi, abbondanti, di essere pazzi, gli abietti, abbondantissimi, di essere abietti. Und so weiter... Anche altrove sarà così, sebbene vi siano aree dove le persone se ne vergognino e cerchino di mascherarsi.  

FaustoRubeiroFernandel è regolarmente sposato con due figli. ...La copertura... Il maggiore, Alex, è la sua brutta copia e ne è il successore designato per subentrargli nella gestione immobiliare (ostello e connessi). Con lo stesso aspetto grassoccio sfatto, e la stessa psicologia da abusato e bulimico compulsivo, è più rozzo ed ignorante di lui! L’altro figlio, il minore, somiglia invece alla madre, sebbene non sia meno ignorante e rozzo seppur cerchi di mascherarsi un poco.

Quando gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana gli dissero che doveva produrre dei disturbi, incaricò il suo frocio ufficiale, ufficialissimo, FabioDeSozzaConiglio, con cui ha una intensa come fossero ‘fidanzati’, fidanzati sadomaso, di manomettere il ventilatore della stanza del piano sottostante sì che producesse un rumore assordante.

FabioDeSozzaConiglio è un frocio dichiarato che adora il padrone, FaustoRubeiroFernandel, e ne è adorato. Annoiato permanente, isterico di carattere, disonesto e fannullone, incapace di organizzare alcunché, è l’uomo di fiducia ideale dell’ostello. Inserviente ...e supervisore generale!!! Basti un indizio: i bagni del suo piano, il primo, e sotto la sua responsabilità come scopino, sono sempre luridi ed il padrone non dice nulla. Un esempio: se casualmente, un giorno, ci sono quattro prenotazioni, avvertono i clienti che devono liberare le relative stanze alle 8 perché necessitano di quattro ore per cambiare quattro lenzuola stracciate e dare una scopata al pavimento di stanzette di 5 metri quadrati. Hanno tre scopini che lavorano in contemporanea. Incredibile! Ah, e poi è uno che secondo i suoi cicli emorroidali e le sue avversioni fa ancor meno, per esempio suggerendo agli altri scopini di non cambiare le lenzuola a clienti per settimane. Lo fa correntemente con me! Ma pratica tali ‘estri’ anche con altri.    

Allertato dal padrone, FaustoRubeiroFernandel, che gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana avevano ordinato di creare disturbi, ma in modo del tutto occulto, a me, perché dovevo, “essere indotto a lasciare volontariamente il Brasile”, e, specificatamente, di creare dei disturbi rumorici verso la mia stanza, cosa complicata essendo stanzette di 5 metri quadrati, ecco che FabioDeSozzaConiglio, che come omo di fiducia, o di frufuscia, del proprietario si occupava pure dei ventilatori, si era attivato.

Sopra di me, la stanza 64 che, pur piccolissima, fa angolo tra la via e la piazza, c’è un sottotetto puzzolente e non accessibile se non disturbando tutto il piano. Di accordo con gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana, affianco mi avevano messo uno pseudopastore dell’Assemblea di Dio, MarcAntonioDAssevedo.

MarcAntonioDAssevedo è un nevrotico furioso (con gentilezza affettata con tutti, ...ma non quando dia ordini alla figlia appena insofferente seppur obbedientissima) con l’ordine di essere gentilissimo, per non distruggere la copertura. Fa l’informatore di chiunque glielo chieda e gli dia qualcosa, lì gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana e  FaustoRubeiroFernandel. Si atteggia a pastore dell’Assemblea di Dio ma ha un negozietto di telefoni e poi s’è pure messo a vendere portatili, quando trova polli. Vive di piccoli colpi alla brasiliana (si direbbe “alla napoletana”, a Napoli). Prima stava lì, in Ledo5, credo con una collaboratrice e forse anche altri. Poi era arrivata la figlia CarolinOmeroAssevedo.

Un giorno, gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana gli avevano ordinato, direttamente od indirettamente, che doveva convincermi a comprare un telefonino. È una vecchia fissazione dei Carabinieri-StragistoTerroristi e degli anglo-americani. Per lui sarebbe stata un’occasione per spillarmi soldi dopo che gli avevo messo a posto il software di tre computers. Appunto. Un truffatore. Sennò poteva regalarmelo un telefonino con connessione. ...Non c’arrivano e sono troppo ansiosi di truffare facendo vedere che truffano! 

Io sto nella 64, lui nella 65, la figlia nella 66. Dato che dorme poco-pochissimo, a volte rientra tardi (ha grandi impegni ecclesiastici), cucinicchia (solo a livello di tosti a caffé) nella stanza e rumoreggia dalle cinque del mattino, aveva l’ordine di essere sé stesso. Non so se dia noia a quello sotto di lui ed alla figlia, ma, ad essere sincero, non si può dire che pratichi un vero stalking d’edificio contro di me. Appunto, è una cosa alla brasileira. Hanno detto ai CC stragistoTerroristi ed al SIS-CIA che cooperano, ma lo fanno a modo loro. NON ha visori militari per guardonare. NON fa stalking d’edificio come dovrebbero fare secondo le procedure NATO del State/government-organized stalking.

Ad ognuno il suo. Non v’è ragione di dire facciano ciò non fanno. Basta quello davvero fanno, quando facciano qualcosa, ovviamente. Sennò preferiremmo parlare d’altro.

MarcAntonioDAssevedo fa l’informatore (di nulla!), cosa legittima e legale, ...quando non sia per poi praticare illegalità, crimini di Stato. Che io sappia non fa illegalità anche se qualcuno m’ha sussurrato abbia apparecchiature strane, ma me lo disse uno, Liberio (della 63), che si sente da lui avversato. Personalmente ho registrato la cosa ma né vi credo né mi importa. La sua stanza NON è coperta quando lui non v’è, ed è uno occupato con la sua congregazione oltre che col lavoro. Per cui, NON è usata per stalking d’edificio. Ha il privilegio, con la figlia, di non consegnare la chiave quando esce, ma è cliente vecchio e pure un altro del primo piano ha lo stesso privilegio. Per cui, avranno pianto col padrone che, omo latente o non latente, si bagna quando uno gli parli con voce suadente e con toni paranoici   

Nella stanza sotto, al secondo piano essendo io al terzo, non c’è il ventilatore portatile, generalmente malridotto dove v’è, ma un ventilatore da soffitto. Per cui, FabioDeSozzaConiglio (l’inserviente & omo di fiducia, tra i cui incarichi vi è la gestione dei ventilatori), il frocio dichiarato del frocio occulto FaustoRubeiroFernandel (il proprietario), si ingegnò a far sì che il ventilatore del soffitto facesse un rumore assordante ben percepibile dal 64 e pure dal corridoio tutte le volte che venisse attivato.

Poi, sempre in accordo con gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana, dopo avere un po’ trafficato loro, allocarono la stanza ad una nera appena anzianotta, od appena matura, che spesso non si capiva bene se fosse un od una trans, maniaca e paurosa, con l’incarico di uscire periodicamente dalla stanza ed attivare il ventilatore quando usciva. Era del resto troppo nevrotica per attivare il rumorosissimo ventilatore da soffitto con lei nella stanza. Periodicamente, venivano inoltre aperte con gran rumore le finestrone di quella stanza, mentre, in genere, la finestre ‘normali’ sono sempre aperte senza la necessità di continue manomissioni, tanto più che le finestre del secondo piano sono troppo alte e non raggiungibili normalmente per poter essere continuamente aperte o chiuse. L’edificio era un edificio con due piani, oltre al terreno; la facciata, finestre incluse, è restata di due ma l’interno è di tre, con le finestre del secondo piano della facciata divise tra il secondo ed il terzo piano reali.  Appunto, veniva aperta come campagna rumorica e solo come campagna rumorica.

Ad essere totalmente sincero, anche qui era una cosa alla brasileira perché, già indifferente ai rumori, dormivo o meno indifferente al ventilatore sottostante ed alle aperture e chiusure, od altri armeggiamenti, della finestrona della stanza del secondo piano che non mi creavano alcun distrurbo o disagio. ...Solita cosa alla brasileira. Molto faticosa per loro e di nessun disturbo per me. Anzi, devono essersi progressivamente disturbati perché devono poi avere abbandonato, o forse solo sospeso, tutte quelle operazioni di ventilatore e di finestre dal secondo piano. Oppure può darsi che quando viene l’agente di collegamento degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana per i sopralluoghi periodici gli facciano un’apertura-smaneggio-chiusura di finestra e qualche giro di ventilatore perché lui possa scrivere che tutto procede secondo di ordini.    

Quando, nel corso del 2011, risposi ad un loro annuncio che cercavano un pittore dicendo che ero un grande pittore per cui fui assunto per un mese, il frocio supremo di FaustoRubeiroFernandel, l’inserviente FabioDeSozzaConiglio divenne progressivamente nervoso, per cui allertò direttamente l’agente di collegamento degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana. Tra pervertiti si intendono subito. L’agente speciale chiese alla Presidenta Dilma, o chi per lei, e poi chiamò il padrone dell’ostello, FaustoRubeiroFernandel, dicendogli che non era gradito che mi fosse dato lavoro perché dovevo essere obbligato a lasciare il Brasile. In realtà, è problematico lasciare il Brasile senza soldi, ma ciò è troppo difficile per la comprensione dei cretini di Stato. Era intanto terminata una settimana. Al padrone fu detto che era meglio non mi desse ulteriore lavoro, perché la Presidenta non voleva. Per cui, il lavoro di pitturazione di un mese finì dopo una settimana. A FaustoRubeiroFernandel, davvero un cretino rozzo e maldestro, scappò detto che non gli era stato permesso di farmi lavorare ancora. Disse che aspettava il permesso che non gli arrivò. Ingaggiò poi altri, graditi al frocio ufficiale e senza ostacoli governativi, per terminare la pitturazione di porte ed infissi.

Chiesi di nuovo, quando comparirono, lì nell’ostello, annunci per portieri e pulitori. Il frocio del cuore del padrone reagì con tali orgasmi denegatori che confermarono che gli ordini dell’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana erano stati tassativi: “Non deve lavorare. Deve essere spinto in mezzo alla strada.” Il frocio della compagnia, FabioDeSozzaConiglio, si sentiva partecipe di una grande operazione di polizie segrete, tramite il suo adorato padrone FaustoRubeiroFernandel! Lo si vedeva dal sussiego con cui condiva la sua depressione demente.

A dicembre 2011, il 27, su richiesta delle Polizie Segrete belga, CC-Italiotici e NATO (SIS-CIA), gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana ordinarono a FaustoRubeiroFernandel di tagliarmi internet, cosa che l’animale fece subito. Non che potesse farlo senza sconnetterla pure agli altri tre la usavano, trattandosi di wireless. Del resto gli ordini erano, come sempre, “deve apparire una cosa naturale, senza che quel giudeo tedesco sospetti di nulla.”

La mattina di martedì 10 gennaio 2012, verso le 8, MarcAntonioDAssevedo mi chiede informazione su uno dei soliti lavori immaginari come sguattero che assiduamente mi trova (lavori immaginari! ...perché poi si svelano solo sue fantasie) dopo che gli ho brillantemente messo in ordine il software di alcuni laptops. Tale è il livello di compressione e morale-etico di moltissimi brasiliani! ...Di sicuro di MarcAntonioDAssevedo.

Il taglio di internet toccava anche lui e figlia, e Liberio (della 63). Infatti avevano ripetutamente chiesto al padrone e figli che chiaramente mentivano su inesistenti problemi di linee e su tecnici che dovevano venire a mettere tutto a posto dopo che loro le avevano provate tutte (dicevano mentendo!)

Per cui ne approfitto per dirgli:
1. Che il cavo del wireless è stato staccato il 27 dicembre 2011 su ordine degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana su richiesta CC-NATO (per una precisa questione di quei giorni già narrata altrove).
2. Che FaustoRubeiroFernandel non mi dà lavoro, sebbene egli abbia continuamente bisogno di personale (a parte il frocio pervertito FabioDeSozzaConiglio, la nevrotica furioso-aggressiva LedaGrazzaDiaz e l’annientato EmanueleOliviera, licenzia o se ne vanno tutti, se solo son capaci di lavorare), su preciso ordine degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana agli ordini, ora, di Dilma Rousseff e su richiesta CC-NATO, per via dello State/government-organized stalking CC-NATO.

Quello che dico viene immediatamente rilevato sia dai microfoni che hanno messo dal piano di sotto e che da MarcAntonioDAssevedo che va subito a riferire alla sua catena di delazione. Gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana sono subito informati. Siccome sono estremamente sensibili a che queste loro porcate si risappiano, ordinano di ricollegare subito internet e di assumermi a lavorare lì all’ostello, ma...

In un paio d’ore da quando dico quelle cose, internet è ricollegata. Hanno subito reinserito la spina appena gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana lo hanno ordinato. Gli stessi ordinano a FaustoRubeiroFernandel che mi assuma lì, per smentire che diano ordini di impedire alle persone di lavorare. Però, gli dicono che deve cercare di creare incidenti perché io sia indotto a dimettermi dal lavoro mi dà e, magari, possibilmente, a commettere qualche imprudenza.

- “Deve sembrare tutto naturale. Non deve sospettare di nulla. Si deve convincere che in Brasile non riesce a vivere, ma non per nostre ostruzioni...”, dice l’agente degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana a FaustoRubeiroFernandel. Siccome, dicono le cose a rate, perché le persone rimuginino e si facciano una ragione delle porcate loro chiedono, più avanti gli dicono che avrebbero bisogno di incidenti per poter emettere un qualche decreto che uno è un pericolo pubblico. FaustoRubeiroFernandel ed il degno figlio AlexRubeiroFernandel, pur sempre più fuori di testa per tentare di implementare questo ordine di Stato, non sapranno che fare. Si dibatteranno come coglioni in trappola, trappola delle loro, e di Stato, demenze e crimini. Vittime di loro stessi.

Con la rozzezza che lo caratterizza, il giorno dopo, mentre transito dalla reception, verso mezzogiorno, FaustoRubeiroFernandel mi fa chiamare e mi chiede se voglio lavorare lì. Gli chiedo a fare cosa. Mi dice come scopino, che posso iniziare subito. Gli dico che preferisco come portiere. Mi dice che mi chiamerà.

Mi fa chiamare, il 26 gennaio 2012, dal suo frocio di fiducia, FabioDeSozzaConiglio, che mi chiede il libretto di lavoro. Poi mi chiama lui personalmente per dirmi che il salario è sugli 850 al mese, lavorando 12 ore, dalle 19:00 alle 7:00, un giorno sì ed un giorno no.

Inizio subito, il 27 gennaio 2012 notte (previa visita medica alla brasileira la mattina presso un certo medico del lavoro per quelle cose), in realtà affiancando la pazza furiosa, ignorante e rozza, LedaGrazzaDiaz (una che mentre cammina rumina aggressioni contro tutto e tutti), che mi fa vedere ‘come si lavori’. Una cosa al livello della pazza animalesca, che si uniforma a tutte le manie del padrone inetto ed ignorante, rozzo e pazzo come lei, e ne aggiunge di sue. 

Hanno due casse dei soldi, fisicamente separate ma entrambe nello stesso cassetto. I soldi delle camere vanno in una, quelli di bibite, biscotti e simili in un’altra. Guai a mescolarli. Troppo difficile, per loro brasileiros, tenere una contabilità precisa. Quando si monta e quando si smonta, non si fa nessun rendiconto e controllo di cassa, per cui non si sa quanto si passa al successivo o quanto si riceva dal precedente. L’unica regola è che si debbano far trovare solo R$ 60 la mattina alle 7:00, in prevalenza in taglio da R$ 2. Ma, in realtà, il frocio della ditta, FabioDeSozzaConiglio, annoiato ed isterico, si lamentava col suo caro FaustoRubeiroFernandel o col figlio Alex, se non trovava pure addizionali pezzi da R$ 1.  Periodicamente, si arrotolano i soldi eccedenti e li si gettano in un foro su uno sportellino chiuso a chiave dopo averli segnati su un foglietto. Per cui, ogni mattina si trovano la lista delle somme gettate nel ripostiglio segreto. Ma se vi siano soldi in più o in meno, non sanno chi ringraziare. Gli stessi proprietari dimenticano di contabilizzare i soldi ricevono dai clienti. Oppure prelevano soldi e non li segnano.

Come unico documento contabile, ma che non contabilizza nulla con certezza, usano un foglio coi numeri delle camere e quanto il cliente abbia pagato ed a che ora. Senonché, a volte, varie volte, ogni giorno, si dimenticano di segnare che il cliente abbia pagato. O si ricordano. O hanno telecamere dappertutto ma utili solo se il cliente si ricorda l’ora, se loro non si ricordano di loro. Le telecamere dovrebbero servire pure a controllare se il portiere rubi ma in realtà i proprietari non possono controllare né controllano le registrazioni delle telecamere, che tra l’altro non sempre funzionano. Inoltre, essendo i soldi in un vecchio cassetto, magari uno può anche trovare il modo di sottrarre qualcosa senza farlo rilevare dalle telecamere.

LedaGrazzaDiaz, appena monta in servizio, comincia a fare febbrilmente il conto, varie volte, della cassa e di quello dovrebbe esserci. Inevitabilmente, i conti non tornano, per cui comincia a gridare che mancano soldi. Oppure, più tardi, dopo nuovo conteggio, che ve ne sono di più. Quando io ero lì, andava avanti in quel gioco tutta la notte. I conti li faceva annotando su foglietti che poi maniacalmente faceva in mille pezzi prima di gettarli nell’immondizia. Diceva che era la procedura ‘della casa’ e che non si potevano usare matite e gomme come ausilio per fare tutto più facilmente. Maleducata ed arrogante urlava con tutti, aveva problemi a dare i piccoli pezzi di sapone gratuiti per chi li chiedesse, andava nelle stanze dei clienti a frugare (ritenendo ciò suo preciso dovere), prendeva come dovute mance in soldi od in natura, ossessivamente controllava se le TV fossero troppo alte ma secondo suoi dementi concetti di cosa fosse alto. Quando vi erano sacchi di lenzuola da piegare, le spargeva per tutta la reception incurante dell’igiene ed incapace di organizzare alcunché. Quando ci si addentrava nella notte, rifiutava clienti, soprattutto coppie, dicendo che era tutto occupato. Vendeva ciò come suo grande acume nel distinguere clienti buoni da quelli avrebbero di sicuro procurato guai. In realtà, procurava e procura solo perdite o minori guadagni al suo adorato padrone. Ogni stranezza la vendeva come ‘uso della casa’. Ignorante e senza alcuna esperienza di lavori d’ufficio, non che i proprietari ne avessero od avessero una qualche comprensione di elementari questioni legali, si sentiva arrivata dall’essere in un ufficio pur di portiera. Ossessa e paurosa, mascherata con l’arroganza, teneva cancello e porta della portineria chiusi. In realtà, nessun rapinatore razionale viene a rubare dove vi siano telecamere dappertutto. Inoltre, il centro è relativamente sicuro. Non è una zona pericolosa. Bastava che un potenziale cliente avesse chiesto vi fossero stanze e di vederne una, ed ecco che, a meno di mandare via senza aprire il cancello, sarebbe stata obbligata ad aprire la porta della reception. Fosse un rapinatore, ecco che rapinerebbe l’incasso. Se non fosse che, tra l’altro, circolano clienti in continuazione. Per cui non sarebbe neppure il luogo ideale per far rapine. Ma se una è pazza furiosa, rozza, arrogante ed ha pure fifa da far schifo, ecco che se li immagina da sola i pericoli non esistono.  

Intanto la LedaGrazzaDiaz mi mostrava come piegare le lenzuola secondo una sua immaginaria perfezione, come pulire la macchina dell’acqua (che non è in realtà competenza del portiere di notte) ed i cessi dei vari piani (mentre uno dovrebbe stare alla reception visto che la gente entra ed esce in continuazione per cui necessita le sia aperto il cancello e consegnata la chiave se rientra!), per non parlare dei commenti sui clienti che magari si guardavano allo specchio dei bagni indifferenti od ignari delle telecamere li mostravano sullo schermo della reception. Siccome il frocio del padrone, FabioDeSozzaConiglio, arrivava la mattina non alle 7:00 o prima ma anche mezz’ora dopo, lei, codarda viscida, non osava prendersela col frocio del padrone, per cui montava in servizio in ritardo per compensare il ritardo di FabioDeSozzaConiglio. Senonché, il suo ritardo lo pagava l’anziano EmanueleOliviera che, paziente, ma anche lamentandosene ma non col padrone, doveva dilazionare il suo orario di lavoro. Io arrivavo in anticipo di qualche minuto nei quattro giorni dell’istruzione iniziale, ed anche dopo. Ma lui era obbligato ad aspettare lei che arrivava di 15, 20 o più minuti in ritardo per ‘compensare’, con EmanueleOliviera, il ritardo del frocio del padrone FabioDeSozzaConiglio al mattino. Appunto, un ‘logica’ del tutto perversa.  

Paziente e divertito da quella pazza furiosa, me la sorbii il 27, 29 e 31 gennaio 2012. Anche il 2 febbraio. Senonché arrivò il padrone, FaustoRubeiroFernandel cui lei raccontava che necessitavo di mesi, anni, decenni di ‘formazione’ sotto la sua esperta guida, e mi chiese quando fossi pronto per iniziare a lavorare da solo. Io dissi che potevo iniziare anche subito. Lui mi disse di smontare a mezzanotte e di cominciare il servizio il giorno dopo, il 3 alle 19:00. Al che la pazza furiosa, LedaGrazzaDiaz, disse ansiosa che sarebbe venuta ad assistermi con lui, il pazzo supremo FaustoRubeiroFernandel, che non osava contraddire i suoi pazzi preferiti ma anzi era loro soggetto e grato della loro indispensabilità ai suoi occhi.

Il 3 febbraio 2012, iniziai. La pazza furiosa arrivò. Pretese di aprire il cassetto coi soldi e furente piegò i soldi io tenevo dispiegati come in tutte le casse del mondo e ordinati secondo le mie preferenze ergonomiche, e cominciò ad urlare che la procedura ‘della casa’ era differente. Le dissi di smetterla e di andarsene. Fu la prima e l’ultima volta che toccò i soldi quando io ero in servizio. Per vendicarsi, andò a dire al padrone che entravano donne nella reception. Lui, scemo, poi mi chiese. Che idiota!

Un altro giorno arrivò a mettere in disordine il frigorifero, con la scusa di prendere del ghiaccio per sé. Lo fece due volte. Al che, la terza volta che arrivò, trovò la porta della recption chiusa e, alle sue intimazione di aprire, le dissi di andare via. Nel cuore della notte, andò a bussare furente alla porta di EmanueleOliviera, che aveva le chiavi, lo svegliò e, urlando, lo obbligò a scendere (era un periodo che si era trasferito al secondo piano) e ad aprirgli la porta della reception perché lei potesse prendere i suoi soliti ghiacci nel frigorifero. Furente mi urlò che ero un idiota che aveva osato sfidarla. Il giorno dopo deve essere andata ad urlare per ore con FaustoRubeiroFernandel, il padrone, che avevo usato chiuderla fuori mentre lei pretendeva aiutarmi ...mettendo in disordine le bibite del frigorifero perché non gustava la mia disposizione delle stesse e perché sosteneva che la principale funzione del freezer fosse fornire il ghiaccio a lei, non ospitare le lattine i clienti pretendevano fredde, freddissime.  

Altre volte, pretendeva di spiegarmi come fare e di ‘tradurre’ quello che i clienti dicevano. La liquidavo seccamente. Lei andava poi a riferire che frustravo le sue ansie di aiutare uno che veniva da un paese lontano a capire i brasiliani. ...Per un banale lavoro da portiere di notte ma che, per lei, sottoproletaria da favelas, doveva essere stato come una grande emancipazione, un passaggio di classe sociale.

Ah, la LedaGrazzaDiaz non si limitava al suo lavoro, che faceva male anche in cose elementari come lo svegliare i clienti lo chiedevano, cosa che spesso tralasciava, troppo occupata a pazzoidare, ma era sempre in servizio. ...Si riteneva sempre in servizio... Era la sua copertura per il suo pazzoidare furioso. Smontata dal servizio notturno andava, non richiesta, ma per pura passione, a pulire i cessi e bagni del terzo piano, sotto la scala della sua stanza in pratica al quarto piano (dove c’era solo la sua stanza ed un’altra per clienti), gettando secchi d’acqua sui piedi dei clienti in bagno, urlando ordini secondo sue manie personali e gridando loro che erano figli di puttana. Poi, presidiava bagni e corridoio del terzo piano urlando in continuazione contro tutti, ma cambiando subito tono con suoi amici o con lo pseudopastore MarcAntonioDAssevedo che lei percepiva essere nei giri di informazione e provocazione di Stato del suo padrone FaustoRubeiroFernandel. Intanto cercava di capitare alla reception quando v’erano FaustoRubeiroFernandel e/o il degno figlio Alex per riferire furiosa sui clienti e loro presunti ‘misfatti’ e per leccare i padroni con entusiasti sorrisi e dolcezze da prostituta col magnaccia. Naturalmente, cucinava pesantemente nella sua stanzetta, col puzzo di cibarie sui fornelli elettrici che invadeva tutto l’ostello. Ovviamente né il proprietario (succube dei pazzi tanto furiosi che depressi), né il suo adorato frocio, né altri annientati osavano dire nulla. La LedaGrazzaDiaz era un capolavoro di servilismo, d’abiezione e d’infamia!

Era al livello di Ledo5. Il padrone FaustoRubeiroFernandel rubava correntemente, coi suoi fedelissimi, i bagagli dei clienti con pendenze. La procedura ufficiale, in Brasile, è che se un cliente abbia delle pendenze possa vedersi trattenuto il bagaglio. Però, poi, per aprilo e venderlo vi sono delle precise procedure giudiziarie. Non per FaustoRubeiroFernandel, famiglia e famigli. Di discendenza di malati di mente ladroni ed ignoranti, lui si appropriava dei bagagli e rubava quello che c’era da rubare. Faceva poi rubare i suoi famigli (froci e non froci dello staff). Se restavano stracci, li metteva in lavatrice e li donava alla chiesa, tanto per apparire un benefattore. Ciò era furto e lui un ladro.   

Fallito il tentativo di creare incidenti, come ordinatogli dagli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale, usando la pazza furiosa LedaGrazzaDiaz (che, bloccata nelle altre pazzie dalla mia attitudine ferma, si limitava a raggiungere il frigorifero della reception ed urlare che esso era lì per lei e solo per lei e non per i clienti), FaustoRubeiroFernandel agì in prima persona col suo cane, il figlio Alex ed il suo culo, il suo frocio personale FabioDeSozzaConiglio.

Fin dal primo giorno, mi creai come una mia contabilità. Un semplice a banale conteggio di quanto trovavo nelle due casse. Dovevo solo sommare quanto incassato e registrato sia nel foglio-stanze che nel foglio-bibite-et-similia, ed ecco quello che il proprietario doveva trovarsi quando io smontavo. Semplice! Non era mio problema se dai conti precedenti risultasse più o meno di quel sarebbe dovuto risultare. Naturalmente, quando smontavo, riportavo sul retro bianco del foglio camere questa mia contabilità: quello che avevo trovato all’inizio del turno, quanto avevo incassato e contabilizzato e quanto doveva risultare e risultava, sia in teoria ed in pratica, ai proprietari. Facevo ciò sia per la cassa camere che per quella bibite. Semplice! Troppo semplice! Il proprietario era visibilmente contrariato. Il suo frocio del cuore visibilmente furioso,

Arrivava, lui FaustoRubeiroFernandel, ...od il figlio AlexRubeiroFernandel lui mandava con precisi ordini. Si metteva a contare ed a pasticciare i soldi. Poi se ne andava con la sua volgarità tipica, senza salutare. Urlava che non si dovevano usare matite. Le si usano in tutti gli uffici per operazioni provvisorie, ma lui era speciale, dato che non capisce un cazzo di lavori d’ufficio. Mandava il figlio a farsi gli stessi show. Il figlio AlexRubeiroFernandel, bulimico compulsivo come lui, mangiava e poi cercava di pasticciare le due casse. Alla fine, spariva senza salutare come tipico di quella rozza razza.

Il frocio della compagnia, FabioDeSozzaConiglio, arrivava tutte le mattine in notevole ritardo anziché alle 7:00 o prima. Lo scrivevo sul foglio della contabilità camere a che ora era arrivato. Lui ne era furioso. Ladrone mi rubava minuti ed ore ed era furioso perché io lo sottolineavo dicendo dunque chiaro che non mi andava di essere derubato di minuti ed ore! Era ancora più furioso perché, dopo che arrivava in ritardo, lui avrebbe preteso restassi lì a sorbirmi le sue sfuriate isteriche come già aveva fatto con portieri di notte precedenti lui intendeva liquidare. La pazza furiosa LedaGrazzaDiaz andava nel cuore della notte a bussare alle porte dei clienti non pagavano. Era chiaramente illegale. Se si accetta che tutti paghino in ritardo, anziché sgombrare le stanze di chi non abbia pagato alle 12:00, non si va poi la notte a bussare alle porte di persone magari stanno dormendo. Se gestiscono alla cazzo i pagamenti, non possono pretendere che poi uno vada a molestare i clienti. Lo pretendevano. Non io. Lo facessero loro, ...di giorno!

D’accordo col padrone, il suo amichetto FaustoRubeiroFernandel, FabioDeSozzaConiglio arrivava sempre più tardi ed un giorno perfino, trionfante, con un ritardo di 65 minuti. Io indifferente, segnavo il suo orario di arrivo e me ne andavo in fretta. FabioDeSozzaConiglio era contrariato perché era abituato a intrattenersi con LedaGrazzaDiaz a ciappettare sui clienti ed ad intimidire altri portieri di notte precedenti urlando che non si erano fatti pagare a sufficienza dall’uno o dall’altro cliente  e delirando, come del resto il suo amichetto padrone FaustoRubeiroFernandel, che se un cliente non pagava era il portiere di notte che doveva pagare. Deliri, appunto, al livello di FaustoRubeiroFernandel. Con me non poteva farlo sia perché non mi bevevo quelle cazzate, sia perché se arrivava in ritardo non avevo certo intenzione di stare a sentire suoi deliri e pur fuori orario. Era del resto congenitamente incapace di arrivare in orario ed era ancora più impossibile che arrivasse in anticipo. Coi suoi modi da checca isterica, FabioDeSozzaConiglio si lamentava ogni giorno col suo padrone FaustoRubeiroFernandel cui si bagnava il culo di indignazione per tali sofferenze del frocio massimo della compagnia. Per alleviare tali sue sofferenze, dispose che Lucas, un lavorante mite e preciso, arrivasse alle 7:00 (in realtà arrivava anche con ampio anticipo), per cui il FabioDeSozzaConiglio potesse arrivare con comodo alle 8 od alle 9, secondo suo gradimento.

Sempre più isterico, FabioDeSozzaConiglio tentò di fare della demagogia che alcune cose riposte nel frigo, su richiesta di clienti lo chiedevano, lo ostruivano tutto. Non era vero. In genere, non più di un paio di clienti potevano avere qualcosa da riporre. In futuro, segnai i  numeri delle stanze sulle cose dei clienti, per cui, se aveva problemi, poteva restituire loro le cose dagli stessi fatte riporre nel frigo. Coi suoi modo frocesco-isterici si faceva quotidianamente di quelle scene su tutto coi suoi adorati padroni che lo ascoltavano estasiati. Quando non faceva finta di fare qualche lavoro in altri luoghi, si metteva a far comizi, con aria da gran checca del padrone, agli altri lavoranti dell’ostello, un paio, uno per piano, oltre a lui addetto come scopino al primo anche se non solo. 

La mentalità da ladrone e da pseudo-imprenditore inetto porta il padrone di Ledo5 a operare su un solo fronte, quello dell’aumento continuo dei prezzi, che in Ledo5 aumentavano ed aumentano con gran rapidità. Quando arrivai, nell’aprile 2011, pagavo 400 per 30 giorni. Un anno dopo pagavo 500. Solo alcuni (arrivati lì dopo di me, per cui non vecchi clienti o meno vecchi di me, come Liberio, un gretto ricco pensionato che si finge costantemente fuori di testa per esternare cattivi sentimenti e fottere il prossimo) avevano lo sconto-froci delegato a FabioDeSozzaConiglio che faceva pagare solo loro ancora 480.

In pratica, quando, a febbraio 2012, FaustoRubeiroFernandel ricorse all’ulteriore aumento da 18 a 20 al giorno (camere con TV da 24 a 25), i vecchi clienti pagavano 18 mentre i nuovi 20. Solo dall’1 giugno 2012, passò a 20-25 per tutti. Significava che stava preparando altri aumenti. Per 30 giorni, era 480 e 500. Solo a me fu applicato l’aumento per i 30 giorni, dato che mi fecero pagare subito 500 mentre gli altri continuavano a pagare 480. Pagai 500 sia quando pagai nel corso di aprile che nel corso di maggio 2012. Finché lavorai lì la stanza era invece gratis. Quello che avevo pagato pochi giorni prima di essere assunto, riprese ad essere contabilizzato quando mi licenziò, il 19 marzo mattina alle 7:00, dopo 45 giorni ufficiali nel libretto di lavoro.   

 I clienti pagavano 18 o 20, ma se tardavano più di 24 ore, scattava la tariffa ‘normale’ che era di 25 (30 con TV). ...Il sistema di prezzi inventato da FaustoRubeiroFernandel era davvero una demenza degna di un deficiente! Per cui, pagavano un po’ tutti in ritardo, nonostante i proclami ‘non si fa credito’. Ma se eccedevano, in ritardo, scattava il prezzo d’usura che era un prezzo ufficiale per figurare in non so quale demenziale classificazione di ostelli. Infatti, quando rilasciava ricevute del pagato, non scriveva la somma realmente pagata ma 25 (senza TV) al giorno. Anche all’inizio, quando pagavo 400 per 30 giorni, se chiedevo ricevute me le rilasciava scrivendo che avevo pagato 750 per 30 giorni. Una cosa da scemi, perché se uno fosse mai andato per vie giudiziarie per qualche problema di rimborso, uno teneva una ricevuta di denaro non realmente pagato avendo pagato molto meno. Appunto, FaustoRubeiroFernandel sia era ignorante sia non ci stava colla testa. Viveva in suo mondo borderline dove i suoi froci e troie da favelas gli servivano per confortarsi, immaginarsi, di essere normale, e più furbo ed intelligente del prossimo, cosa che non era neppure un po’. 

Il sistema di gonfiare, e far gonfiare, i prezzi, in caso di ritardo, in realtà non funzionava per tutti e non allo stesso modo o per le stesse cifre. Si decideva criteri secondo il suo estro o depressioni del momento e pure secondo le psicopatologie dei suoi froci e troie da favelas. Chessò, quando il prezzo delle camere con TV era stato fissato a 24, la sua pazza furiosa LedaGrazzaDiaz praticava, senza che lui dicesse nulla, 25. Se un prezzo è 24 è 24. Se è 25 è 25. Non è che affisso un certo prezzo, un qualunque dipendente, od anche un padrone, possano poi trasformarlo secondo l’estro o la patologia del momento. Ma lì era tutto a quel modo.

Lui urlava con me per nulla, perché aveva ricevuto l’ordine dagli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale di creare incidenti. Mentre si sentiva gratificato da qualunque scemenza dei suoi froci e troie da favelas, cui non osava dir nulla. Sul sito della ditta vantava una grande pulizia ma era tutto piuttosto lurido a cominciare dalla reception, soprattutto quando lavoravano i suoi froci e troie che coprivano di portacenere, secchi di immondizia, perfino scope ed altri arnesi proprio dove i clienti avrebbero dovuto pagare, consegnare la chiave, ritirarla. Uno si trovava il fondo della scopa o della paletta dell’immondizia, proprio a pochi centimetri, o addirittura ostruendoli, dal buco dove si doveva gettare la chiave o nella fessura dove si sarebbe dovuto ritirarla o inserire i soldi dei pagamenti.   

Mandava anche il figlio, in apprendistato gestione psico-patologica di vecchio edificio adibito ad ostello, a farsi di quelle parti... Vi era un vecchio cliente, Ailmon F., e che, tra l’altro pagava fior di quattrini senza problemi, che aveva accumulato un piccolo debito perché non gli tornavano certi conti per cui necessitava di conferire con FaustoRubeiroFernandel che evidentemente non riusciva ad incontrare dato che i suoi orari erano un po’ strambi e pure con assenze dato che soffriva di qualche male che lo rendeva bisognoso di cure e ricoveri. Ailmon F. doveva avere una qualche reddito a pensione, forse via di un problema fisico (trascinava una gamba come da poliomelitico dalla nascita), ed, inoltre, vendeva cose varie in aree turistiche. Per cui, era una persona del tutto solvibile. A volte accumulava un po’ di debito. Poi pagava tutto, e maggiorato (da quell’usura del 40%, per cui il prezzo quotidiano balzava da 18 a 25 su arbitraria decisione del padrone o del suo frocio del cuore), senza problemi. Un giorno si era trovato una maggiorazione. In effetti, provai varie combinazioni/possibilità. Il frocio del padrone o lo stesso padrone avevano fatto qualche calcolo ed applicato una delle loro maggiorazioni in modo del tutto sconnesso o comunque incomprensibile. ...È quel che succede quando non si hanno regole e non si sa amministrare neppure con un po’ di buon senso ma solo secondo patologie ed ignoranza, e con staff che scarica i suoi problemi esistenziali sui clienti!

A volte ordinavano di non dare la chiave se il cliente non pagava almeno una certa cifra. OK. Il dipendente, il portiere di notte in quel caso, è chiaro che deve attenersi a quanto gli dicono. La cosa era in realtà illegale. Una persona può avere soldi o documenti nella sua stanza. Al limite, si può svuotare la stanza di un cliente non abbia pagato e raccogliere le sue cose in un magazzino, ma non si può lasciare ad un cliente la stanza, dunque con l’obbligo di pagarla ulteriormente, e non permettergli l’accesso alla stanza stessa. Troppo difficile, per loro, comprendere tali semplici passaggi giuridici.

Un’altra volta che successe con un altro cliente, che tra l’altro voleva pagare per cui non gli si permetteva l’accesso alla stanza che doveva pagare, che voleva pagare, ma non si accettava il pagamento e gli si diceva di andarsene sebbene le sue cose fossero nella stanza, gli dissi l’ordine di non dargli la chiave, gli sottolineai che la cosa non stava né in cielo né in terra e lo invitai ad andare alla polizia. Arrivò con due della polizia militare. A quel punto chiamai l’anziano di fiducia e depositario delle chiavi, EmanueleOliviera, che, tremante alla vista della polizia militare o forse solo perché svegliato nel cuore della notte, mi disse di accettare il pagamento e di dargli la chiave. Il cliente sparì poi il giorno successivo. Evidentemente, lo avevano estromesso e s’era fatto estromettere, sebbene non è che un esercizio pubblico possa scegliersi i clienti, perché scatta il reato di discriminazione. Ma i brasiliani, pratici di imbrogli, non lo sono di leggi, per cui padroni delinquenti fanno poi quel che vogliono. Tra l’altro, questo ragazzo ed il padre, che abitarono nella stessa stanza (una doppia con letto a castello), pagata da una ditta edile nei giorni lavorarono per essa, erano da me sospettati (il padre in particolare) di avermi rubato 5 reais ma il padrone si rifiutò di visionare le telecamere o, comunque, non mi disse nulla alla mia richiesta di visionarle. I 5 reais erano spariti, ma io li avevo subito reintegrati sebbene non ne fossi obbligato. Uno di questi due clienti od altro si era sporto all’interno della reception per depositare la chiave e visti i 5 reais li aveva rapidamente sottratti. Oppure erano svaniti da soli. Avevo scoperto la cosa per via della mia contabilità particolare. E anche perché subito dopo il padre aveva iniziato a comportarsi modo strano ed, un po’, pure il figlio. Ma non essendo state controllate le telecamere o non essendomi stato detto nulla da chi poteva controllarle, mancava una qualche verifica certa a quel mio sospetto.          
  
 Un giorno capitò con Ailmon F.. Forse non era la prima volta, ma lì con particolare accanimento. Il figlio di FaustoRubeiroFernandel, AlexRubeiroFernandel lasciò scritto di non dargli la chiave se non avesse pagato tutto. Altre volte, in situazioni simili, aveva pagato. Lì, la cifra era cresciuta e lui non aveva i soldi in tasca, sebbene li avesse in banca. Quando arrivò gli dissi pacatamente che avevano ordinato di non dargli la chiave se non avesse pagato tutto. La cosa era chiaramente illegale perché potevano sgomberagli la stanza e tenere precauzionalmente i bagagli ma non potevano, legalmente, fargli pagare la stanza e non farlo entrare. Ma sia FaustoRubeiroFernandel che il figlio gli sta succedendo nell’ostello, AlexRubeiroFernandel, sono due ignoranti e pure con chiari problemi mentali. Nella famiglia RubeiroFernandel i soldi li spendono per alimentare la bulimia devastante e per puttane e froci da quattro soldi come loro. Non hanno mai speso nulla in istruzione. Eventualmente spendono per dare soldi alla chiesa e comprarsi una pseudo-reputazione non avendone una vera. Basta aprano bocca e ti esprimono la loro volgarità ed ignoranza. Sono di quelle cose ‘tattili’, immediatamente percepibili. Altri si mascherano. Questi qui neppure possono mascherasi.

Ailmon F. era ed è una persona molto pacata e tranquilla. Al che, mi disse che avrebbe dovuto cercarsi un altro luogo dove dormire quella notte. Mi disse che, per far soldi, aveva bisogno di altri cappelli. Era un periodo che vendeva cappelli. Avevo l’ordine di non dargli la chiave, non di non lasciargli prendere dei cappelli per fare qualche soldo. Per cui, gli aprii la porta e gli lascia prendere alcuni cappelli. Doveva avere poi trascorso la notte a vendere cappelli, perché arrivò la mattina con aria un po’ sporca. Per cui gli andai a prendere, nella sua stanza, sapone ed asciugamano e gli lascia fare una doccia. Era cliente, pur con ordine di non dargli la chiave fino a che non saldasse il debito. La notte, gli avevo permesso di prendere dei suoi cappelli da vendere. Al mattino presto, gli avevo lasciato fare una doccia.

Smonto alle 7:00 o quando arriva il frocio sommo del padrone. Verso le 10, mentre stavo dormendo, il figlio del padrone, AlexRubeiroFernandel, manda Mauro, un grassone un po’ demente e frocesco, di umore instabile, che riferisce tutto (pur quello che si inventa per compiacerli) ai padroni per farsi bello di fronte a loro e dunque conservarsi il posto. Quando il figlio del padrone, AlexRubeiroFernandel, aveva ordinato di non dare la chiave a Ailmon F., fino a che questi non avesse pagato tutto, era proprio perché Mauro ed il frocio di fiducia gli avevano riferito, con toni coloriti, che Ailmon F. era nel bar all’angolo, nello stesso edificio dell’ostello, a mangiare tranquillo e spensierato. Era nella natura di Ailmon F.  essere gentile con tutti e sorridente. Il fatto che aspettasse di incontrare il proprietario dell’ostello per avere chiarificazioni sui conti, ritardando i suoi pagamenti, non gli toglieva l’appetito né l’allegria solita.

Scendo subito. Appena arrivo alla reception il figlio del padrone mi chiede se sappia leggere. Lo guardo stupito mentre lui inizia con un’esplosione isterica. Dato che AlexRubeiroFernandel è un cagnolino ammaestrato dal padre come sua brutta copia (le specie a volte peggiorano progressivamente) ed obbedisce ad ogni sua insensatezza, è chiaro che lo ha mandato il padre farsi quella parte. Gentilissimo coi froci del padre, diviene aggressivo a comando o contro tutti gli altri. Lo ho visto aggredire potenziali clienti per un nulla. È un bulimico isterico incapace di gestire qualunque situazione. Anzi trasforma normali situazioni in occasioni per sfogare la propria aggressività latente.   
      
Inizia a gridare che Ailmon F. gozzovigliava nel bar all’angolo mentre aveva un debito con l’ostello. Dice che il fatto di avergli fatto prendere dei cappelli ha sottratto importanti ricchezze su cui avrebbero potuto rivalersi per rifarsi del debito dello stesso nei confronti dell’ostello. Va avanti su questo tono, coi luoghi comuni tipici dell’idiota isterico-compulsivo. Lo ascolto e lo osservo divertito fino a che non abbia finito. È la tipica persona che, se restasse zitta, uno potrebbe solo sospettarlo come idiota. Appena apre bocca o fa qualcosa, ecco che tutti ne hanno la conferma.

La realtà smentisce subito i due scemi e delinquenti furiosi FaustoRubeiroFernandel e AlexRubeiroFernandel, ed i due coglioni di supporto dello staff scopini. Ailmon F. paga tutto ed anche di più (una decina di giorni, o forse più, in anticipo) con un trasferimento bancario. Dunque non era, come molti, in crisi di soldi, né aveva intenzione di fuggire lasciandosi un debito alle spalle. Prendendo alcuni cappelli da vendere per raggranellare un po’ di liquido per trovare un altro luogo dove passare la notte, dopo che in Ledo5 mi avevano detto di negargli la chiave, non intendeva sottrarre ‘ricchezze’ su cui i ladroni FaustoRubeiroFernandel e AlexRubeiroFernandel avrebbero potuto rivalersi, in caso di sua fuga, per rifarsi del debito accumulato da lui. A parte che i due ladroni avrebbero dovuto eventualmente seguire precise procedure giudiziarie, non rubacchiare il bagaglio come usualmente facevano, non si capisce che ricchezza potessero costituire alcuni cappelli che Ailmon F. vendeva a turisti, o a frequentatori della notte, a prezzi elevati, ma che avevano il prezzo di acquisto all’ingrosso di pochi reais ciascuno. Anzi, che Ailmon F. fosse onesto, e che io mi fosse comportato con lui negli interessi dell’impresa e con correttezza, mentre loro, i padroni, fossero solo due poveri idioti inetti, era corroborato dal corso stesso degli eventi.

Ma i due erano furiosi. Montati dall’agente speciali degli Squadroni della Morte della Polizia Federale della Presidenza brasiliana, lì in State/government-organized stalking, che li aveva incaricati di provocare incidenti, oltre che malati e delinquenti di natura loro, soffrivano sia di vedere smascherata ogni giorno la loro inettitudine che di non riuscire a provocare alcun incidente.  

Mauro è in effetti uno di quei personaggi onnipresenti nel Terrorismo di Stato, e nella sua sottospecie, lo State/government-organized stalking. È una di quelle macchiette, ora attivate, ora che si attivano da sole sulla base di mezze frasi od impressioni. Di quelli che ascoltano, assorbono tutto, non capiscono un cazzo, che carburano il non avere capito un cazzo e che poi confusamente si lanciano.

FaustoRubeiroFernandel è uno particolarmente secretivo. Insicuro e soggetto all’autorità, nasconde il suo terrore di sbagliare e dunque di essere criticato, dicendo il meno possibile, e spesso nulla se non proprio indispensabile. Ha appena accennato della sua grande missione di miliziano speciale dello State/government-organized stalking degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana solo a FabioDeSozzaConiglio, avendo dovuto coinvolgerlo come suo omo di fiducia nell’ostello.

FabioDeSozzaConiglio, pur sempre a filosofeggiare di nulla cogli altri dello staff dal suo tronetto di omo speciale del padrone, evita tuttavia di lasciar andare agli altri i segreti, o pezzi di essi, di cui è fatto parte dalla benevolenza  padronale. Se li tiene narcisisticamente stretti come cazzi nel culo un frocio del suo livello non voglia lasciar sfuggire verso altri ma anzi agogni goderseli per sempre in esclusiva.

Del resto, quando FaustoRubeiroFernandel chiese a FabioDeSozzaConiglio delle sporcaccionate, demenze e crimini pretesi dagli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana, e lo presentò come suo omo di fiducia all’agente speciale degli stessi, non lo fece certo in presenza di altri né in condizioni altri potessero anche lontanamente ascoltare qualcosa. È solo che, inevitabilmente, altri ascoltano mezze frasi, vedono atteggiamenti etc per cui...

Ecco Mauro, che agogna mettersi in mostra almeno con AlexRubeiroFernandel, visto che FaustoRubeiroFernandel ha già il suo omo di fiducia, è il tipo che si scatena ora a comando ora auto-attivandosi. Alla fin fine, con me, non è che faccia gran cosa. Si limita a sottolineare, ogni volta m’incontra, come io saluti sempre tutti mentre il pezzo di merda medio brasileiro si fa un vanto non di salutare e di non essere salutato. Per cui, si mette a verseggiare pesantemente saluti. Ha ascoltato qualcosa dei suoi padroni. Crede di poter fare lo scemo. ...Personalmente lo trovo divertente ed idiota. C’è di peggio in altre situazioni, sebbene ci si trovi sempre fronte alla stessa tipologia del soggetto che si auto-attiva perché ha origliato che uno è bersaglio dello State/government-organized stalking anche se, a livello razionale, non sa bene che sia esattamente né, certo, ascolti riferimenti a tale etichetta. Ha origliato c’è qualcosa che viene da fonti di autorità formale. Si sente coperto. Si auto-attiva.  

FaustoRubeiroFernandel e/o AlexRubeiroFernandel si presentavano rozzi ed idioti, durante i miei turni di lavoro, pasticciavano la cassa (tralasciando perfino di segnare entrare, quando loro abusivamente mi subentravano in quei loro lunghi intervalli), si mettevano a pasticciare il frigo mescolando cose loro a quelle in vendita, urlavano che non si potevano usare matite (si usano in tutti gli uffici per annotazioni provvisorie, infatti io continuavo ad usarle indifferente ai loro complessi ed alla loro ignoranza di banali procedure d’ufficio), sparivano poi imbarazzati ed insolenti senza neppure salutare. Ma era comportamento loro un po’ con tutti, a parte coi loro froci e troie di fiducia cui comunque l’accennavano appena, essendo stati istruiti che ‘il potere’ si affermi con la rozzezza. 

Arrivano. Contano, non si capisce bene cosa dato che io ho una mia contabilità per esser sicuro, di fronte a me stesso, che sia tutto regolare, ma loro non hanno nulla per cui non sanno quanto dovrebbe esserci in cassa. Che trovino soldi in più od in meno non sanno chi ringraziare. Ma siccome sono astuti (cioè, vorrebbero, ma non sono neppure furbastri), tendono delle trappole. Di tanto in tanto, incaricano il frocio di fiducia di lasciare una differenza tra somme teoriche e reali di 62 real. Lo fanno alcune volte. Sempre 62. Poi arrivano, la sera, mentre vari clienti pagano, per cui mentre contano ci sono continue interferenze che rendono impossibile contare realmente con precisione. Più che altro fingono di controllare. Ma se sono sicuri che la differenza è 62, che necessità hanno di arrivare la notte? La stessa differenza deve esserci, ed in effetti c’è, anche alle 7:00 quando smonto. Io lascio i 60 reais ‘regolamentari’. Il resto è gettato nel buco segreto e contabilizzato nel loro foglietto. Io poi lascio la mia contabilità da cui risulta che la differenza tra teorico e reale è 62, all’inizio come alla fine. Non hanno bisogno di arrivare la notte, e con rischio (essendo loro inetti), di pasticciare. Basterebbe controllare la mattina. Anzi, basterebbe fare i normali controlli e registrazioni di cassa, ogni volta che una cassa passa da una mano ad un’altra.

Mannò... Non solo non capiscono un cazzo. Devono mostrare costantemente di non capire un cazzo. Sono ansiosi compulsivi. In più sono offesi che uno che venga da una cultura superiore alla loro fogna di ignoranti, o che comunque sappia due sciocchezze superiori alla loro ignoranza colossale, mostri, con una sua semplice contabilità personale (un banale conto di quanto riceve, quanto ‘produce’ e quanto lascia), che loro non capiscono e non sanno fare un cazzo se non arraffare soldi. Non a caso non mi hanno mai contestato ammanchi et similia. Il padrone FaustoRubeiroFernandel, col figlfrocio di supporto AlexRubeiroFernandel avrebbe ben voluto. Non ve n’erano, con me. ...Magari coi loro froci e troie di fiducia. Ed ancor più avrebbe voluto gli incidenti ordinati dagli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale su richiesta CC-NATO.

Un giorno capita un cliente spagnolo che aveva ordinato per email una stanza con finestra sulla strada. Il frocio di fiducia FabioDeSozzaConiglio gliela aveva naturalmente data senza finestre, solo con finestra interna. Questo signore continuava a lamentarsi tutti i giorni. Io lasciavo scritto che lo muovessero in una stanza con finestra, ma il grande frocio del padrone, il solito FabioDeSozzaConiglio continuava a lasciarlo nella stanza solita ed anzi, per punizione, non gliela puliva né ordinava neppure. Non che non avessero, tutti i giorni, stanze libere con finestra sulla strada. Ne avevano. Ma era troppo difficile dare quanto contrattato e promesso via email. Lui, furioso, continuava a dirmi ed a mostrarmi che neppure gli rifacevano il letto, come stranamente avrebbero dovuto dato che il padrone voleva simulare il suo buco fosse un grand hotel. Io scrivevo la cosa nel foglio dei pagamenti camere (dato che non v’erano altri luoghi dove riportare quelle cose, se non foglietti volanti che a loro piacevano tanto ma che in realtà nessuno leggeva mentre si cumulavano e poi si perdevano) ma nulla accadeva. Il cliente spagnolo continuava a dirmi che la concorrenza mondiale avrebbe spazzato via simili cialtroni. Balle! Quei cialtroni sono l’essenza del Brasile che tanto piace agli anglo-americani suoi padroni e usufruttuari.

Intanto, i geni di Ledo5 pagarono un qualche pseudo-webdesigner cialtrone. Il nuovo sito si apriva con un qualche ringraziamento od esaltazione dei fornitori (ma un ostello non dovrebbe servire i clienti?). Una cosa da far vergogna tanto era insensata. Neppure menzionava l’indirizzo. E la cartina per localizzarlo non funzionava. Dopo mesi e mesi che dissi a tutti di tali idiozie, per cui fu loro riferito, il sito si apriva con alcune righe storiche e di localizzazione, ma solo schiacciando il continuo del testo comparivano l’indirizzo, telefono ed email. Nella primo pagina del website, ora comparivano perfino delle ‘offerte speciali’, ...allo stesso prezzo del soggiorno ordinario!!! Che geni, davvero! L’esaltazione dei fornitori e della coesione del gruppo di lavoro (i dipendenti licenziati e cambiati in continuazione, a parte il vecchio annientato EmanueleOliviera, il frocio depresso ed isterico della compagnia FabioDeSozzaConiglio e la troia pazza furiosa LedaGrazzaDiaz) era restata nelle pagine interne del sito. I prezzi erano scritti fasulli lasciando i veri del momento (in realtà ne avevano pure altri differenti per i clienti di più lungo soggiorno) in pagina iniziale. In pagina iniziale trovi i veri e se clicchi ‘prezzi’ ne trovi altri il 25% maggiori, che sono quelli applicati solo per ritardi di pagamento di più di 24 ore oppure secondo l’estro dei padroni e del frocio della compagnia. La cartina per trovare l’ostello continua a non funzionare o forse funziona solo sul computer di chi ha realizzato il sito. Infine, nel sito, si annunzia pomposamente che nell’ostello non si fuma, quando la troia furiosa fuma almeno due o tre pacchetti al giorno, incluso quando lavora, gli altri fumano egualmente e l’ostello è disseminato, ingresso incluso, di portacenere luridi e con sigarette. Si conclama pulizia, mentre è tutto piuttosto lurido e con luridume ed attrezzi di pulizia luridi concentrati proprio dove arriva il cliente entri nell’ostello. Ma i padroni non oserebbero mai dire nulla al loro frocio di fiducia che è proprio colui tiene costantemente zozzo l’ingresso.

Tutti, lì, sono analfabeti informatici. Il computer lo usano solo come terminale per le telecamere che, oltre da essere visibili da un televisore in alto, lo sono pure, da qualche tempo, sul banco della reception. Programmi di contabilità e per hotel non possono usarli perché nessuno saprebbe poi concretamente usare il PC né fronteggiare problemi potrebbero presentarsi. Gli stessi proprietari non usano fogli elettronici od altro che, pur utilissimi, loro non sanno usare, e neppure pensano od immaginano si possano usare. Il figlio del padrone, AlexRubeiroFernandel, usa il computer, sotto gli occhi adoranti, o solo ironici, dei ruffiani, solo per giochi. Ecco il loro approccio, da analfabeti, alla tecnologia.

Che mi facessi una [piccola, piccolissima] contabilità regolare, che facessi quel piccolo banale e semplice lavoro con efficienza, che trattassi con freddezza la vecchia troia che continuava a venire a prelevare ghiaccio dal frigo (chissà perché nessun altro dello staff necessitasse di ghiaccio!) ed a fare commenti inascoltati, che avessi detto, coi fatti, al frocio della compagnia, che non poteva arrivare in ritardo quando io non potevo smontare fino a che lui subentrasse, che mostrassi che se rubavano e pasticciavano fosse quando non c’ero io,e che i proprietari non sapevano neppure gestire i conti di un piccolo ostello, il tutto è per loro (padrone e figlio) sempre più intollerabile.

Inoltre l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale continuava a dire al proprietario dell’ostello FaustoRubeiroFernandel che era intollerabile che un così grand’uomo e grande patriota brasiliano non riuscisse a creare degli incidenti con con piccolo giudeo europeo come richiesto ‘dal governo’. 

- “Mi hanno ordinato, in questi casi, di umiliare il bersaglio ed assicurato che il bersaglio, in genere, reagisce. Anzi, mi hanno detto che in questo caso è sicuro. Voi dovete umiliarlo in continuazione, e mi hanno garantito che lui reagisce e pure di brutto. A quel punto, appena commette un reato, interveniamo noi!”, insisteva l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale mandato da Dilma su ordini Carabinieri-angloamericani. 

Questo, per FaustoRubeiroFernandel era ancora più intollerabile, questi ordini che riceveva dal regime e la sua incapacità a concretizzarli, col potere che gli diceva che era un inetto, un inetto a provocare un povero foresto. “La patria mi chiana ed io non riesco, noi non riusciamo”, si diceva il pidocchio e diceva al figlio sua brutta copia. Pseudo-patriottismi e pseudo-nazionalismi sono una malattia mentale, più o meno seria, per pidocchi non abbiano veri interessi per esistere. Se poi si cumulano ad altre serie patologie... 

FaustoRubeiroFernandel non ce la faceva proprio più. Lui era felice tra froci depressi e troie esaltate, ed ecco che era arrivato uno che andava a dire che lui, glande brasiliano, non sapeva tenere due conti di cassa né era in grado di conoscere alcune banali regole giuridiche per cui non si ruba il bagaglio dei clienti nemmeno se sono spariti senza pagare etc etc. Insomma non tollerava più che fosse evidente che, pur pieno di soldi, non capiva un cazzo e non sapeva fare un cazzo, a parte riprodurre il figlio AlexRubeiroFernandel come sua brutta copia come padrone ed amministratore dell’ostello come il padre aveva già fatto con lui.

- “Non saprò fare un cazzo perché dell’ostello e dell’edificio non me ne è mai fregato nulla... ...Me lo sono trovato, col resto dell’edificio... ...In qualche modo dovevo pur vivere. Bene o male, negozianti e clienti pagano le locazioni. I soldi arrivano a fiumi anche se l’edificio è sempre più vecchio ed anche fatiscente... Ma sono comunque di un’intelligenza e di un’astuzia mostruose.... ...Anche essere nato figlio di un riccone proprietario immobiliare anziché essere figlio di una puttana qualunque... A quello schifoso gli devo proprio fare il culo... ...Altro che io che cerco di fotterlo e lui dice a tutti che sono un pazzo tra pazzi e che non sa far un cazzo come gli altri che non sanno fare un cazzo! Io sono io, il grande FaustoRubeiroFernandel!” Ecco quel continuava a ripetersi FaustoRubeiroFernandel tra bulimie acute, ospedali, diete fasulle, depressioni ed esaltazioni, e grandi quiete d’appagamento spirituale quando si trovava in prossimità del frocio di fiducia depresso FabioDeSozzaConiglio e della troia esaltata sua cagna da guardia LedaGrazzaDiaz.  

Quando l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale lo contattò di nuovo con un:
- “Ci sono novità con quello che i Carabinieri e gli anglo-americani ci hanno incaricato di rovinare? ...Non che me ne freghi nulla... Avremmo tante altre cose da fare... ...Ma la Presidenza continua a chiedere...”

...ecco che FaustoRubeiroFernandel se ne sbottò con un:
- “Sono sicuro che se lo licenzio all’improvviso, dopo i 45 giorni di prova, come il consulente del lavoro mi ha detto si può fare senza problemi, sono sicuro che lui perde quel suo autocontrollo, comincia ed urlare e, documentato dalle telecamere, magari si può produrre qualcosa a voi utile...”

- “A noi serve qualcosa che ci possa permettere di qualificarlo come pericolo per lo Stato. ...In mancanza di meglio, tanto per far figurare che le abbiamo provate tutte, purché io possa scrivere che è lei che lo ha licenziato su decisione sua perché... ...Certo che mi potesse almeno far avere delle riprese dove si vede lui che fa qualcosa di illegale.”, disse l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale.

- “Qualcosa di irregolare sul lavoro è improbabile perché fino ad oggi mi ha semmai evidenziato che i pasticci li fanno gli altri. ...Oh, avere dipendenti... ...Si dovrebbe far tutto da soli... Ma sono sicuro che se le informazioni riservate che lei mi ha detto avere ricevuto dall’estero sono vere, se io  licenzio in tronco e senza motivo (a parte che il motivo lo ho, perché il mio cavuccio FabioDeSozzaConiglio e la mia cavoccia LedaGrazzaDiaz sono sempre più furiosi, sebbene lui si comporti con una freddezza tale che non gli si può dir nulla), o lui si fa aggressivo subito o poi mi sfascia qualcosa nell’ostello che magari con testimonianze terze possiamo usare per...”

- “Ottimo! Ottimo! Io posso così scrivere che sulla base delle informazioni sicurissime ricevute dai carabinieri e dagli anglo-americani abbiamo esperito questo geniale tentativo per condurre a compimento la missione ricevuta...”. Ed, intanto, l’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale pensò: “Se tanto non concludiamo nulla neppure ora, possiamo sempre dire che evidentemente le informazioni ‘certissime’ ricevute non erano poi così precise su questo soggetto che proprio non si capisce che abbia mai fatto perché noi gli si debba stare addosso... Oh, gli ordini...”

Il 19 marzo 2012 mattina, verso le 6:45, il padrone FaustoRubeiroFernandel si presenta con la sua solita aria torva. Siccome è evidente che intende mettere le mani sui soldi, come prima cosa devo chiudere i conti e passargli la cassa, anche se lì nessuno chiude conti e lui si mette a masturbare la cassa come cosa sua. Certo che è cosa sua, ma in teoria dovrebbe essere sotto la responsabilità di chi lì è in servizio anche se a volte sono in servizio in tre allo stesso tempo, padrone, frocio ed annientato che ricevono soldi, danno camere, chiavi, bibite etc. e poi magari non segnano nulla o solo parte di ciò avrebbero dovuto.

Per cui, lo vedo, non ho nulla da nascondere, e gli dico tranquillo:
- “Un momento che chiudo i conti.”

Lui resta estremamente, contrariato. Ma prima cosa mi interessa chiudere i miei conti e che tutto torni. Poi, che lui faccia quel che crede coi soldi suoi e delle sua impresa. Grazie alla matita, che lo scemo inetto tanto avversava, avevo già tutti i totali. Non mi resta che ripassarli a penna, lasciare 60 reais e gettare il resto nel buco segreto.

A quel punto gli consegno la cassa. E mi siedo dietro a lui contro la finestra, dove c’è l’unica sedia su cui ci si possa sedere. Lui non dice nulla. Io neppure. Evidentemente, è in difficoltà perché non ha il coraggio di iniziare la o una sceneggiata. Apre il ripostiglietto segreto ed inizia a contare i soldi.

Alle 7:00 gli chiedo se posso andare. Mi dice di no e di consegnargli il libretto di lavoro. Glielo consegno e gli chiedo se posso andare. Mi dice di no e mi dà un foglio da firmare dove sta scritto che il rapporto di lavoro è rescisso. Firmo e mi lascia copia. Gli chiedo se posso andare. Mi dice di no e mi dà lo statino dello stipendio ed i soldi. Scrive sul libretto di lavoro che il rapporto di lavoro è finito coi 45 giorni di prova rinnovabili. Ma che lì, evidentemente, non sono rinnovati. E me lo restituisce. A quel punto chiedo se posso andare. Balbetta un sì. Ringrazio e me ne vado.

Fallimento totale di FaustoRubeiroFernandel e degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale che non sono riusciti a creare alcun incidente. Neppure dopo FaustoRubeiroFernandel è riuscito a montare nulla. Se tutto gli sta andando a puttane è per i suoi froci depresse e troie esaltate.

Si rifà, tramite il suo frocio di fiducia FabioDeSozzaConiglio perché, quando pago il nuovo mese, a metà aprile, mi fa pagare 500 anziché 480. 500 è il nuovo fitto. Ma il vecchio, per vecchi clienti, è 480. Infatti, Liberio Ernesto Da Silva, ora di fronte a me, nella 63, ed arrivato dopo di me, paga 480, non 500. Io sono costretto a pagare un fitto maggiorato. Mi rubano 20 al mese, fino a che non passeranno per tutti il fitto giornaliero a 20 (ora è 20 per i nuovi e 18 per i vecchi clienti, senza TV, 25-24 con TV) e quello per 30 gg a 500. Ciò avviene dall’1 giugno 2012.

Mi rubano solo 20 al mese. Il furto finisce presto, dopo un paio di mesi. Il nuovo portiere di notte mi aveva detto, a metà maggio, che il fitto sarebbe passato per tutti a 20 (senza TV), uno di prossimi mesi mesi. Da 13-14 a 20 in poco più di un anno! Da 400 a 500 per i pochissimi (2-3) che pagano per 30 gg! Questi sono alla follia! L’inflazione dovrebbe essere meno del 10%... Ora, i profitti dell’ostello sono gonfiati da un’impresa edile che ha affittato una ventina di stanze per i propri dipendenti. Appena questa svanisce, hanno venti presenze in meno per giorno e con portieri di notte e proprietari totalmente ignoranti, sono del tutto incapaci di avere clienti stranieri. Inoltre, con internet che si riceve casualmente solo in una ala, e se il proprietario dà la password, e non inserita tra le ‘forniture’ normali dell’ostello ai clienti... Padroni inetti e malati di mente, con froci depressi e troie esaltate, riducono i profitti.

FaustoRubeiroFernandel è sconvolto che tutto sia filato liscio senza essere riuscito a suscitare neppure un qualche scontro verbale con me. Quella notte dormo in un altro luogo. Il giorno dopo rientro verso le 21:00. Chiedo la chiave. In portineria vi è EmanueleOliviera, l’anziano che vive lì e che ha le chiavi della portineria ed altre anche quando non in servizio. Mi guarda stupito. Io lo guardo. Non capisco. Penso che chieda dove sono stato, ma in genere non è che ne freghi nulla a nessuno. Alla fine, sorridendo con grande dolcezza, mi dice: “...Il lavoro... ...alle 19:00...”

A quel punto, sono io a sorridere: “Sono stato licenziato ieri mattina alle 7:00.” Non gli avevano detto nulla! Corro nella mia stanza a prendere copia della lettera di licenziamento il padrone mi ha fatto firmare. La vede. Non dà adito a dubbi. Non è una mia errata interpretazione. Vado nella mia stanza. Non ho idea come si sia evoluta la cosa, quella notte, ma per varie altre notti lui lavorava di notte nel turno già era il mio, fino a che non hanno trovato un altro che hanno dato a lui da istruire, non alla vecchia bagascia pazza furiosa. Già che ci sono e dato che è colla porta aperta, faccio vedere la lettera pure a MarcAntonioDAssevedo ed alla figlia e dico loro pure, a conferma che FaustoRubeiroFernandel e chi lo manovra sono dei pazzi furiosi ed incurabili, che neppure hanno trovato un sostituto ma che EmanueleOliviera, non avvisato che mi avessero licenziato, mi aspettava per il cambio.

Un’ulteriore conferma arriva presto. Gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana, davvero dei geni!, mi mandano MarcAntonioDAssevedo a dirmi che sono stato licenziato per via di un qualche clima avverso si era creato, come casualmente costruitosi per voci misteriose ed incontrollabili. È pazzo pure MarcAntonioDAssevedo a pensare che uno al corrente di tutto, quale io sono, possa bersi quelle scemenze, che già di per sé non significherebbero nulla e che solo un idiota come lui può riportare o inventarsi su ordine esterno.

Questo suo intervento su commissione da parte degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana è comunque un’ulteriore conferma. La cosa, dall’assunzione al licenziamento dopo 45 giorni, è stata opera degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana. Non ci sono colpe mie, né climi misteriosi. È tutto creato. Non che ci sia nulla di complesso da creare. Gli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale brasiliana hanno ordinato a FaustoRubeiroFernandel di assumermi ma di creare incidenti. Poi, gli hanno detto di indurmi a dimettermi. Infine gli hanno ordinato di licenziarmi appena possibile (od acconsentito alla sua ansia di tornare quieto tra i suoi froci depressi e troie furiose), dato che lì a Ledo5 loro non stavano combinando nulla, non riuscivano a creare alcun incidente contro di me. Dulcis in fundo, hanno mandato FaustoRubeiroFernandel per un’ulteriore ed inutile sceneggiata finale.

Intanto, dopo un po’, avvisato che rientro la sera tardi, la catena di delazione-provocazione di MarcAntonioDAssevedo lo manda a chiedermi se lavoro. FaustoRubeiroFernandel deve far vedere all’agente speciale degli SquadroniDellaMorte della Polizia Federale che raccoglie e trasmette informazioni. Gli dico di no, che non lavoro. MarcAntonioDAssevedo mi offre un lavoro in un ristorante. È la solita storia. Conosce uno che gli ha detto che... Può chiedergli se..., che... Gli dico, secco, di no. Non ho tempo da perdere per i suoi deliri e che neppure portano a nulla di concreto per me. Mandi la figlia, o vada lui stesso, a pulir cessi od a lavare piatti... Nel caso, cerco e trovo senza le sue stronzate e pur fantasiose.